Scongiurare la demolizione di Villa Paolina di Mallinckrodt e, più in generale, preservare e tutelare il tessuto dei villini storici di Roma, apponendo quanto prima un vincolo paesistico “intelligente” e “flessibile”, che “protegga ma non impedisca” una normale evoluzione anche economica del territorio. Lo ha sottolineato il senatore Francesco Giro (FI), già sottosegretario ai Beni culturali e componente della commissione Cultura di Palazzo Madama, commentando con AgCult l’appello lanciato da Italia Nostra e da diversi comitati di quartiere per ribadire “l’urgenza della pubblicazione del vincolo paesistico a tutela dei villini storici della Capitale” (leggi).

“L’appello di Italia Nostra è giusto e legittimo, va trovata una soluzione per cercare di rispettare quella che è l’identità della zona. Il palazzo che si vuole costruire - spiega Giro - stravolge Villa Paolina. Mi sembra spropositato ricavare da un villino alto 19 metri un palazzo di 30 metri. Mi sembra un’operazione un po’ ardita”.

“Seguo questa vicenda da tempo - ricorda Giro - perché la città storica di Roma, e in particolare alcuni municipi come il II, ha delle realtà architettoniche di pregio come i villini storici costruiti tra fine ‘800 e inizio ‘900. Villini che dovremmo preservare”.

IL VINCOLO PAESISTICO

Qualche anno fa, sottolinea il senatore forzista, “è iniziata una concertazione tra gli enti istituzionali – Comune, Regione e Soprintendenza - per studiare insieme un vincolo diffuso che possa essere adottato per proteggere delle zone precise del territorio e per preservarne l’identità, la storia e la memoria e le caratteristiche peculiari. Si tratta di un vincolo non tradizionale proprio per evitare di rincorrere le emergenze con procedure lunghe e complesse” (leggi).

Un vincolo, ha aggiunto, “che deve essere concertato con la massima partecipazione di tutti gli enti, che sia intelligente e flessibile, che protegga ma non impedisca una normale evoluzione anche economica del territorio”.

VILLA PAOLINA

Per quanto riguarda il caso do Villa Paolina, “si tratta di un villino di assoluto pregio”, sottolinea il senatore. “La vecchia soprintendenza non diede parere positivo per un vincolo perché si tratta di un villino ricostruito in molte parti. L'edificio degli anni ‘20 - prosegue - ha subito nel tempo vari danneggiamenti (il più grave dopo il bombardamento del '44 di San Lorenzo) e ricostruzioni, ma conserva tuttora integra la sua preziosità architettonica all’interno del sistema dei villini storici di Roma” (leggi).

“Ora grazie all’attività del Mibac, di Italia Nostra, del Comune e dei comitati di quartiere si è riavviata la procedura per apporre il vincolo. Tuttavia il problema esiste, bisogna attendere che il ministero faccia i suoi passi ma bisogna fare in fretta. L’appello Italia Nostra è giusto e legittimo, va trovata una soluzione, un punto di mediazione che consenta all’imprenditore di presentare un progetto diverso e cercare di rispettare quella che è l’identità di questo luogo. Sennò l’altra soluzione, quella più drastica, è il vincolo. Io penso che si possa trovare un punto d’equilibrio. Certamente sono contrario alla distruzione per costruire un palazzo moderno”.

LA LETTERA DEI COMITATI A BONISOLI

Con una lettera firmata da Italia Nostra Roma, dal Comitato Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt e da altri otto Comitati di Cittadini, negli scorsi giorni è stato richiesto al ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, di intervenire “con la massima urgenza” per rendere operativi i Comitati di Settore Tecnico Scientifici del Ministero “affinché possano procedere quanto prima all’annullamento di quella Verifica di Interesse Culturale negativa che aveva permesso la vendita di Villa Paolina e la conseguente presentazione di un progetto per demolirla e sostituirla con un nuovo edificio”.

“Già a ottobre 2018 – si legge in un comunicato - Italia Nostra aveva dimostrato, con una Diffida presentata alla Soprintendenza, l’illegittimità della suddetta Verifica e ne chiedeva pertanto l’annullamento. La Soprintendenza, riconoscendo il contenuto della Diffida di Italia Nostra, ha ritenuto necessario rimettere la questione al parere dei Comitati Tecnico Scientifici del Minbact. Ma purtroppo, nonostante tutti i membri dei Comitati siano stati nominati o eletti da diversi mesi, ancora a tutt’oggi non sono stati resi operativi dal Ministro. Pertanto Villa Paolina rimane a rischio di demolizione”.

“Villa Paolina di Mallinckrodt è diventata da oltre un anno il Simbolo della tutela di tutti i Villini Storici di Roma e la sua demolizione sarebbe un segnale altamente negativo e distruttivo per la difesa delle Leggi che governano i Beni Culturali e della Bellezza della città storica di Roma. L’azione che si sta sollecitando al Ministro permetterà finalmente di mettere al sicuro Villa Paolina di Mallinckrodt dalla demolizione ma anche di dare un chiaro segnale di volontà di tutelare e salvare tutti i Villini Storici di Roma”.

 

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