La lettura è uno strumento di crescita personale e collettiva per esercitare una cittadinanza piena e responsabile ma in Italia stiamo assistendo a una vera e propria “emergenza”. E’ per questo che la Regione Toscana presenterà domani alle 10,30 al Salone del Libro di Torino (Sala Ciano) il Patto per la lettura, promosso e lanciato lo scorso novembre: un'alleanza tra tutti i vari soggetti del mondo del libro, affinché la lettura possa diventare un'abitudine sociale quotidiana, perché sulle buone letture si costruiscono le fondamenta dell'essere cittadini. 

“Purtroppo in Italia si legge poco e soprattutto si legge sempre meno dopo aver concluso il percorso scolastico, quando cioè leggere diventa una scelta e non più un obbligo. Invece leggere libri e conoscere - ricorda la vice presidente della giunta regionale toscana e assessore alla Cultura Monica Barni - costituiscono le chiavi per comprendere i propri diritti e doveri. E per questo leggere, sfogliando un volume di carta o uno schermo digitale, è importante: leggere è anzitutto un diritto, la lettura rende liberi e fa crescere le singole persone ma anche le nazioni, culturalmente, socialmente ed economicamente”.

Non leggere invece è un problema: “anzitutto di cultura civile - ricorda la vice presidente della Toscana -. Se non si legge non si hanno gli strumenti per capire appieno il mondo attorno. E non leggere può poi diventare poi un problema economico e produttivo”.

Per questo la Regione ha scelto di aiutare i festival, le piccole case editrici e di lanciare un patto per la lettura: una strada a cui ha fatto da precursore il progetto "Leggere in Toscana", dove si è provato a mettere insieme tutte le biblioteche e le dodici reti documentarie regionali a cui appartengono, le associazioni di editori Cna e Aie, le librerie indipendenti, il Centro per il libro e la lettura del Mibac, il centro regionale servizi per le biblioteche ragazzi in Toscana, l'ufficio scolastico regionale ma anche gli assessorati all'istruzione e alla sanità della Regione, perché si legge a scuola e si legge (o si può leggere e si possono raggiungere potenziali lettori) anche all'ospedale o nelle sale di attesa degli ambulatori, oppure coinvolgendo associazioni culturali e di volontariato o supermercati e centri commerciali.

 

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