Il mercato del libro ha bisogno di interventi. Serve una collaborazione fattiva tra le varie associazioni della filiera, editoriali e librarie, e le istituzioni politiche. Positivo il fatto che il Parlamento stia lavorando a un testo unico di legge sul settore. Questi gli elementi emersi nel corso della tavola rotonda “I valori del libro” che si è tenuta all’interno del Salone del Libro di Torino. Al dibattito hanno preso parte il presidente di Ali Confcommercio, Paolo Ambrosini, il presidente del Sil - Sindacato dei Librai Confesercenti, Cristina Giussani, il presidente di Aie, Ricardo Franco Levi, il presidente di Adei, Marco Zapparoli, il consigliere del ministro Bonisoli per le industrie culturali e creative, Alessandro Dalai e la deputata Pd e firmataria di una pdl sulla lettura in discussione alla Camera, Flavia Piccoli Nardelli.

AMBROSINI

“E’ nel Dna dei librai creare sinergie con gli altri, quindi il mio invito è cominciare a costruire relazioni tra noi del settore”, ha affermato Ambrosini che ha aggiunto: “Come Ali cerchiamo collaborazioni anche fuori dal mondo dei libri perché è necessario dialogare con la società civile. Da qui la nostra interlocuzione con associazioni come l’Anci, l’Abi o l’Adiconsum”. Il libro, ha proseguito, “per essere veicolato chiede la collaborazione di tutti. Il presidente di Ali ha rimarcato “l’attività fondamentale di dialogare con le scuole e anche noi, come librai, possiamo fare molto portando opere e autori nelle scuole”.

GIUSSANI

“Come Sil facciamo quotidianamente attività di promozione della lettura e della cultura”, ha esordito Giussani che si è poi soffermata sulla necessità di un intervento legislativo: “Serve una legge quadro e noi, come sindacato dei librai, lavoriamo con tutti i partiti. Proprio grazie a questi contatti abbiamo scoperto che il mondo politico conosce pochissimo il nostro settore”. Per Giussani “la legge Levi è stata un primo passo importante, ma è lacunosa in diversi punti”. Tre gli aspetti che per il Sil sono imprescindibili: ridurre gli sconti sui libri, regolamentare le promozioni e aumentare i controlli di Guardia di finanza e Polizia postale soprattutto sull’e-commerce.

“E’ urgente mettere mano alle regole e bisogna approfittare di questo momento virtuoso e magico che vede tutti i partiti d’accordo nel fare una legge”, ha aggiunto Giussani che ha così concluso: “Va benissimo salvare le librerie, ma serve anche promuovere la lettura e investire decine di milioni per questa finalità”.

LEVI

“Il vero tema prioritario è quello della lettura”, sostiene Levi che spiega: “Siamo un Paese che legge poco. Un dato sconvolgente è la scarsa capacità di comprensione dei testi che prefigura in Italia una situazione da analfabetismo di ritorno”. Per il presidente di Aie, “ci troviamo di fronte a un’emergenza nazionale di cui si devono fare carico il Parlamento e il governo”. Levi invita “politica e istituzioni ad avviare una vera politica a favore della lettura”. Punto di partenza è la scuola, rimarca Levi che ricorda a tal proposito come l’Aie “abbia regalato un milione di libri alle biblioteche scolastiche”.

ZAPPAROLI

“Non è poco che da un anno lavoriamo maggiormente assieme, mentre prima eravamo disgregati. E’ importante che tutto il settore librario partecipi allo stesso tavolo”. Così il presidente di Adei che rileva due problematiche. “L’editoria italiana all’estero si vede pochissimo, serve maggiore visibilità”. Fortemente negativo il fatto che “solo 200 mila euro vengano stanziati per sostenere le traduzioni italiane all’estero”, sottolinea Zapparoli che lancia una proposta alle altre associazioni di categoria: “Perché non pensiamo a uno strumento che aiuti la nostra editoria al di fuori dell’Italia?”. Anche perché, aggiunge, “il ministero degli Esteri metterebbe qualche soldo in più se stessimo tutti insieme”.

Il secondo aspetto su cui si è soffermato Zapparoli è l’auspicio “di un lavoro insieme alle scuole, ai ragazzi, a far tornare a funzionare le biblioteche scolastiche”. Il presidente di Adei ha poi concluso: “Si parla tanto di ‘fare rete’, ma bisogna farla con i fatti e sul serio. Se riuscissimo a portare avanti un’attività articolata, lavorando insieme, fra tre anni saremo tutti soddisfatti con più soldi al settore e una crescita della lettura”.

DALAI

“Il mercato del libro in Italia non è competitivo. E’ troppo piccolo, le tirature sono inferiori rispetto ai grandi paesi europei e ci sono troppe barriere d’accesso che vanno rimosse. Servono più distributori e va ridotto il gap d’immagine tra piccoli e grandi editori”. Lo ha detto il consigliere del ministro Bonisoli per le industrie culturali e creative, Alessandro Dalai.

“Fondamentale è il sostegno alla lettura”, evidenzia Dalai. “Serve un nuovo Centro per il sostegno alla lettura. E tutti gli interventi a cui stiamo lavorando mirano appunto a questo obiettivo. Serve sincronia tra librerie e biblioteche scolastiche, una maggiore presenza nel Mezzogiorno, dove si legge poco e soprattutto un investimento da venti milioni di euro. Sarà un’impresa non facile”.

“L’attività dei librai e degli editori è libera e deve continuare a esserlo. Ma l’intervento dello Stato deve essere forte”, afferma Dalai che ribadisce come il nuovo Centro per la lettura “deve essere la struttura, il motore, che coordina l’intero sistema e porta i libri nelle aree dove mancano”. Serve “un’autorità pubblica guidata da un professionista del settore che intervenga e coordini tutto e non può essere il ministro a svolgere questo ruolo perché ha già 750 leve da manovrare”.

PICCOLI NARDELLI

“E’ opportuno che la filiera del libro sia compatta e non si faccia una guerra tra poveri che dà l’idea di una compagine rissosa”. Così la deputata Pd, Flavia Piccoli Nardelli all’inizio del suo intervento. “La Legge sul Cinema è arrivata in porto mettendo insieme piccoli e grandi produttori, oltre ai distributori. Con la Legge sul Libro al vaglio della commissione Cultura della Camera, siamo sulla stessa buona strada”, commenta l’esponente dem.

“In commissione c’è entusiasmo nell’affrontare il tema – racconta Piccoli Nardelli -. Tutti i gruppi hanno presentato un proprio testo o hanno comunque annunciato che interverranno con degli emendamenti, segno che c’è grande interesse, attenzione e soprattutto condivisione”. La deputata Pd porta l’esempio della Spagna dove “è stato fatto un grande lavoro di promozione e sostegno alla lettura che ha portato a un aumento del 20 per cento dei lettori”.

L’auspicio di Piccoli Nardelli è che a fianco del Mibac operi anche il Miur, “perché serve coinvolgere le scuole. E’ grave, ad esempio, che non esista una legge sulle biblioteche scolastiche”. Così come serve intervenire per ridurre “la disomogeneità sul territorio nazionale di librerie e biblioteche”. Ma è importante “cambiare anche il Centro per la lettura” ed è necessario “una diversa mentalità”. Le librerie “già ci sono riuscite cambiando atteggiamento verso i propri clienti. Le biblioteche devono fare lo stesso e diventare punti di aggregazione sul territorio, svolgere un ruolo più ampio di quello tradizionale: catalogare meno e valorizzare e promuovere di più”, ha concluso la deputata Pd.

 

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