E’ importante superare tutti insieme l’emergenza culturale che la scarsa propensione alla lettura rappresenta nel nostro Paese. La vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Toscana, Monica Barni, ha aperto i lavori del convegno “La lettura per una nuova idea di cittadinanza”, organizzato al Salone del libro di Torino proprio dalla Regione per mettere in campo una riflessione e un confronto sulle misure promosse da Regioni, istituzioni ed enti locali per contrastare questo fenomeno di disaffezione alla lettura e per presentare il Patto per la Lettura che la Toscana firmerà il 18 giugno a Firenze con gli attori della filiera del libro regionale. 

E’ infatti necessario, ha ribadito Barni, “superare questa emergenza culturale che vede l’Italia e anche la nostra regione con una scarsa propensione alla lettura soprattutto nel momento in cui si esce dal percorso scolastico. Stiamo per firmare con tutti i soggetti toscani questo patto, ma ci sembrava importante anche riflettere e parlare con le regioni, coi comuni, con le istituzioni che stanno lavorando sugli stessi temi. E’ importante cercare di superare questa emergenza tutti insieme”. 

COME NASCE IL PATTO

La vicepresidente toscana ha poi ricordato come il Patto per la Lettura della Regione Toscana sia nato proprio al Salone del Libro di Torino. “Nel 2016 - ha spiegato Barni - abbiamo organizzato un incontro sulla lettura cui ha partecipato generosamente Tullio De Mauro, che è stato uno dei miei maestri con cui avevo un rapporto di lunghissima data, soprattutto sui temi della lettura intesa come diritto-dovere sociale per l’accesso alla piena cittadinanza. Parlando con lui e riflettendo sulle azioni messe in atto negli anni dalla Regione Toscana a favore delle biblioteche e delle reti toscane, abbiamo voluto costruire insieme, parola per parola, questa alleanza tra tutti i soggetti della filiera del libro che operano nella regione”. 

AZIONI CONTINUE E NON EPISODICHE

Il Patto per la Lettura della Regione Toscana nasce “per costruire uno strumento di governance, una cabina strategica in cui si dialoga con tutti i soggetti della filiera” ha spiegato Barni. Nell’esperienza di questi anni, si è visto come “si tende a non collaborare, a pensare che ciascuno da solo possa ottenere dei risultati. Noi stiamo cercando di ribaltare questo paradigma. Vorremmo costruire uno strumento di condivisione di valori e di responsabilità, di strategie e di programmazione. L’emergenza c’è e va superata con azioni continue e non episodiche”.

Per questo, ha aggiunto la vicepresidente, “continueremo a muoverci sul territorio della Toscana, approfittando della presenza di festival più o meno grandi della lettura per convogliare i soggetti interessati e per far assumere a ognuno di loro le proprie responsabilità” nei confronti di questa emergenza culturale. Un punto fondamentale, ha chiarito Barni, è anche “il tema della formazione. Stiamo lavorando sul tema dell’accessibilità del libro e sull’accessibilità della lettura”. 

Infine, “i piacerebbe anche costruire un ‘meta-patto’: tutti quelli che lavorano in questa direzione si potrebbero ritrovare a scadenze annuali per raccontare i risultati ed evidenziare le iniziative che hanno avuto successo nei vari territori”.

 

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