L’esperienza Adelc può essere replicata in Italia? Questo il tema su cui si sono confrontati al Salone del Libro di Torino il presidente del Sil - Sindacato dei Librai Confesercenti, Cristina Giussani, il presidente di Ali Confcommercio, Paolo Ambrosini e il presidente di Adei, Marco Zapparoli. Un dibattito tra associazioni per dare vita a un progetto di valorizzazione e sostegno alle librerie sul modello di quanto avviene in Francia da quasi 40 anni.

Nata nel 1981, Adelc, l’Associazione per lo sviluppo delle ‘librerie di creazione’ (le nostre librerie indipendenti), ha contribuito in Francia alla nascita (159) e al sostegno in totale di 514 punti vendita, di cui il 66 per cento in provincia. Fondazione a partecipazione pubblico-privato, sorta dall’idea dei quattro editori più importanti d'Oltralpe, Adelc ha messo a disposizione oltre 40 milioni di euro con il meccanismo del fondo rotativo e prevedendo vari interventi: dalle creazioni alle ristrutturazioni fino alle consulenze in campo finanziario e gestionale. Lo scorso marzo il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha mostrato interesse per l’esperienza francese. “Mi piacerebbe attivare un fondo rotativo a favore delle librerie – il suo commento -. Da vedere ancora come e chi sarà a gestirlo, ma è una soluzione cui il Mibac sta lavorando”. 

GIUSSANI

“Adelc è un faro e un esempio da seguire. Nel 1981 la legge Lang, da cui nacque l’associazione francese, partì da un presupposto fondamentale: dare democraticamente a tutti i cittadini la possibilità di avere vicino una libreria. La Francia capì il problema quando cominciarono ad apparire i grandi centri commerciali”. Così il presidente del Sil, Cristina Giussani, che ha aggiunto: “In Italia serve una riforma del settore del libro che vada oltre gli sconti e le promozioni. Ci vuole molto altro”.

In Adelc, ricorda Giussani, “gli editori finanziano le librerie, sia nuove che già esistenti, per sostenerle. Ma non sono finanziamenti a fondo perduto, bensì fondi rotativi. Una volta concessi i soldi, Adelc entra in società con una piccola quota che le permette di ‘controllare’ come vanno le cose. Fornisce quindi non solo un apporto economico, ma anche una consulenza professionale, fiscale e di marketing”. Si tratta, sottolinea Giussani, “di un’operazione fondamentale per i nostri librai perché hanno molto bisogno di essere aiutati, formati e sostenuti”.

Il Sil, quindi, ha concluso Giussani, “non può che sostenere l’avvento di un modello simile in Italia e siamo convinti che i librai indipendenti abbiano bisogno degli editori e viceversa. Si tratta di una sinergia virtuosa e indispensabile. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensino i grandi gruppi editoriali”.

AMBROSINI

Ai librai di Confcommercio il tema Adelc “interessa moltissimo”, ha detto il presidente di Ali, Paolo Ambrosini, che ha ricordato: “Abbiamo una nostra scuola finalizzata a formare nuovi librai. Ci preoccupiamo di formare il futuro del mondo delle librerie e uno dei temi importanti è trovare strumenti concreti per consentire ai nostri allievi di dar seguito ai loro progetti. E’ importante parlare e confrontarsi, però vanno trovati anche dei percorsi che permettano ai ragazzi che vogliono investire nella nostra professione di poterla concretamente realizzare. Quindi l’idea di Adelc non può che trovarci favorevoli”. 

Il mondo del libro, rimarca Ambrosini, “è spesso conservativo e non pensa a cosa lo attenda nel futuro”. L’auspicio è “un’alleanza tra librai e editori, senza dimenticare la concretezza e senza perdere anni a discutere di strumenti”. Il Paese “ha bisogno di nuove librerie” come dimostrano gli Stati Uniti “dove sta avvenendo un recupero di punti vendita indipendenti, perché la gente vuole riprendere il contatto fisico con chi ti propone il libro e non con un algoritmo”. 

Gli ultimi dati Aie “sono preoccupanti perché continua l’erosione dello spazio commerciale delle librerie indipendenti e aumentano l’on line e le catene”, commenta Ambrosini che conclude: “Per l’Aie la risposta è investire nella formazione e nella promozione del libro. Per Ali, invece, serve la marginalità: senza questa per noi è finita”. 

ZAPPAROLI

“In questo momento è fondamentale proteggere le librerie e per farlo bisogna lavorare assieme, editori e librai, smettendo di andare separati”. Questo l’appello del presidente di Adei, Marco Zapparoli, che auspica una partenza immediata di un “Adelc italiano”: “Chiunque sia seriamente intenzionato a far partire questo progetto si metta subito in movimento. E’ una sfida aperta a tutti, non disperdiamo le energie: molti progetti in passato si sono impantanati perché qualcuno voleva intestarseli”. 

“Si parla tanto di ‘Patto per la lettura’, vorrei che si facesse anche un ‘Patto per le librerie’”, sottolinea Zapparoli che non nasconde le difficoltà ma si dimostra fiducioso: “Per replicare il modello di Adelc occorrono soldi e competenze, ma basta solo innescare il meccanismo e poi le cose verranno da sole”. Al vertice della struttura potrebbe esserci una fondazione “perché ha un’autorevolezza superiore a quella di un’associazione e perché nei prossimi mesi fare una fondazione sarà meno complesso di adesso”, spiega il presidente di Adei.

Riguardo l’aspetto finanziario, “i primi capitali potrebbero arrivare dalle fondazioni bancarie. L’importante è che arrivi il primo fondo il quale attirerà il secondo, il terzo così via”, sostiene Zapparoli che annuncia: “Adelc mi ha già fatto sapere che è a disposizione per fornire assistenza per questo progetto”. Ora, però, ha concluso il presidente di Adei, “dopo l’incontro proficuo di questa mattina, non perdiamoci di vista”. 

 

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