"Il gaming rappresenta una frontiera di interesse per quanto riguarda la digitalizzazione del patrimonio culturale. Un tema sul quale il governo e il Ministero dei beni culturali stanno lavorando molto". Il sottosegretario ai Beni culturali Gianluca Vacca con delega alla digitalizzazione è intervenuto alla prima giornata del Rome Video Game Lab, in corso a Roma presso gli studi di Cinecittà che si protrarrà fino a domenica 12. Nel sottolineare il ruolo strategico del gaming per il coinvolgimento delle nuove generazioni nella fruizione del patrimonio culturale, Vacca ha ricordato come con questo governo, per la prima volta, è stata prevista "una delega specifica sul tema della digitalizzazione. Noi crediamo che i videogiochi possano essere uno strumento per avvicinare i giovani al nostro straordinario patrimonio. Ma anche per trasformare, raccontare e valorizzare il nostro patrimonio con un linguaggio più contemporaneo e più vicino alle nuove generazioni".

LA DELEGA SULLA DIGITALIZZAZIONE

Vacca ha poi ripercorso le tappe che hanno portato il governo e il ministro ad assegnare una delega specifica sulla digitalizzazione. "In passato qualcosa è stato fatto su digitalizzazione e patrimonio culturale - ha spiegato il sottosegretario -, ma da quando ci siamo insediati al Ministero, abbiamo individuato una figura specifica che si occupasse della digitalizzazione del patrimonio culturale". Alla base di questa scelta il fatto di considerare "strategico per il futuro lavorare sul patrimonio culturale digitale. Vuol dire valorizzazione, intesa come fruizione culturale digitale provando a renderla emozionale, interattiva". Ma vuol dire "anche lavorare sulla tutela, ad esempio mettere online il patrimonio fisico".

"Quello di cui ci siamo accorti - ha proseguito Vacca - è che in passato sono state fatte iniziative interessanti, ad esempio Father and Son, videogame del Mann di Napoli. Tuttavia mancava un coordinamento, un piano ministeriale, una visione complessiva, una struttura che lavorasse concretamente su questo. Nella riorganizzazione del Ministero (che entrerà in vigore nei prossimi mesi) abbiamo individuato una struttura che si occuperà di questo e sbloccheremo alcune risorse per la digitalizzazione del patrimonio che verranno assegnate con una programmazione ben precisa".

LE RISORSE

Nell'ultima legge di bilancio, ha ricordato il sottosegretario "abbiamo inserito 4 milioni di euro specifici per la digitalizzazione del patrimonio. Li finalizzeremo con un decreto a breve per renderli disponibili. A questi si aggiungono 60/70 milioni di euro di fondi europei che stiamo sbloccando per la digitalizzazione del patrimonio con progetti specifici". L'intenzione, comunque, è quella di "trovare altre risorse, anche nel campo del gaming".

LA FRUIZIONE CULTURALE

L'obiettivo ultimo "del nostro lavoro è aumentare la fruizione del patrimonio culturale. Quale miglior veicolo per le nuove generazione se non il videogioco e il gaming? Che non vuol dire rendere i nostri musei un luna park, sia chiaro. È per questo che ci vuole una pianificazione. La sfida è declinare il patrimonio attraverso il gaming con un linguaggio contemporaneo per generare esperienze innovative del nostro patrimonio".

LA CREATIVITÀ

"Siamo un paese con un altissimo grado di creatività che spesso non trova sbocco - ha concluso Vacca -. Le professioni del futuro saranno invece incentrate proprio sulla creatività. Sviluppare quindi l'industria creativa è un obiettivo strategico socio economico per il nostro paese. Possiamo candidarci a essere il paese leader nell'industria creativa legata al culture tech, unendo digitalizzazione e innovazione per lo straordinario patrimonio culturale di cui disponiamo. E il videogioco può giocare un ruolo importante all'interno di questo processo".

 

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