“Questo è il salone di un nuovo inizio. Sono rappresentati gli editori indipendenti come gli editori dell’Aie. C’è voglia di collaborare e di lavorare e così abbiamo costruito il programma culturale di questo salone con una cabina di regia che mette dentro editori, librai, bibliotecari, insomma tutta la filiera del libro che è presente non solo negli stand del Salone ma anche nella sua organizzazione”. Francesca Leon, assessore alla Cultura della Città di Torino, commenta con soddisfazione la grande affluenza di pubblico e le parole del ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli che il giorno di apertura ha definito il Salone “la nave ammiraglia della produzione editoriale e culturale del Paese”. 

Torino quindi cresce ogni anno di più e compete con le grandi manifestazioni dell’industria editoriale internazionali. Torino al livello di Francoforte? “Sono due saloni molto diversi - spiega Leon ad AgCult -. Questo è un salone orientato ai lettori, all’approfondimento e all’individuazione di temi che riteniamo utile affrontare anche a livello nazionale. Non è un caso che quest’anno si parli dei 100 anni dalla nascita di Primo Levi, si parli di democrazia, si parli di Europa”. Per arrivare a Francoforte, tuttavia, “c’è ancora tanto da fare, ma adesso che l’editoria e la filiera del libro è tutta riunita a Torino, possiamo cominciare a costruire il futuro”. 

LE POLEMICHE

Leon torna ancora sulle polemiche legate all’esclusione della casa editrice di estrema destra Altaforte: “Abbiamo fatto una scelta politica, una scelta di campo necessaria - rivendica l’assessore alla Cultura di Torino -. Non poteva restare fuori dal Salone Halina Birenbaum, una delle ultime sopravvissute dei lager nazisti e avere dentro una casa editrice che si richiama ai valori di Casapound. Non era possibile e noi abbiamo voluto fare una scelta di campo”. Le polemiche ci saranno ancora, spiega ancora Leon, “ma non importa perché è un tema importante da affrontare a livello nazionale. il Salone è anche questo: un luogo dove si discute, un luogo dove si affrontano temi anche in contrapposizione ed è anche questo il suo ruolo”.

IL CINEMA

Infine uno sguardo alla città al di là del Salone del Libro. Torino città della cultura? Prossimi appuntamenti? “Stiamo costruendo il futuro. Il prossimo anno celebreremo i 20 anni del Museo nazionale del cinema della Mole Antonelliana. Sarà l’occasione per rafforzare una filiera importante per la città che è quella del cinema. Non c’è solo il Museo, c’è la Film Commission, ci sono i produttori, ci sono gli autori. Anche qui c’è un forte legame con chi scrive e con chi pubblica. Per la città - conclude Leon - la produzione cinematografica è importante e il Museo è il luogo attraverso cui comunichiamo un’industria della nostra città”. 

 

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