Promuovere una visione integrata della valorizzazione di cultura e turismo con il territorio e l’ambiente: è l’obiettivo del protocollo di intesa tra CoopCulture, Legambiente e Touring Club, firmato in occasione della presentazione a Roma dei 150 appuntamenti dell’Appia Day 2019, la grande festa dell’Appia antica in programma il 12 maggio. “Quello che ci unisce - spiega ad AgCult Giovanna Barni, Presidente CoopCulture - è una visione della valorizzazione e della messa a valore del patrimonio culturale diffuso di questo Paese, che ha bisogno di essere quanto più possibile partecipato”. Importante quindi “mettere in atto sinergie possibili tra soggetti diversi perché le attività sono molteplici, gli approcci possono essere molteplici, dal punto di vista della valorizzazione del patrimonio culturale, di quello ambientale e dei servizi”, afferma Barni sottolineando la necessità di “una sinergia a livello orizzontale tra vari settori”.

ASSOCIAZIONISMO, COMUNITA’ LOCALI E COOPERATIVE

Con il protocollo di intesa tra CoopCulture, Legambiente e Touring Club si mette insieme “l’associazionismo, le comunità locali e le cooperative che sono radicate sui territori, come la nostra” per farle lavorare “in modo sinergico e sussidiario insieme alle pubbliche amministrazioni”. La carta vincente è “un modello di sussidiarietà orizzontale - prosegue Barni -, oltretutto nella sperimentazione di un itinerario, questo tipo di approccio di rete è ancora più necessario perché mette insieme amministrazioni pubbliche, Comuni, Regioni, il ministero per i Beni culturali”.

SI PARTE DALL’APPIA

Soggetti di natura diversa che operano in settori diversi possono così “animare borghi, tratti e i siti più importanti che sono lungo l’itinerario”, dice Barni. In particolare, l’itinerario della Via Appia sarà oggetto di una prima sperimentazione del modello di collaborazione elaborato dai tre attori, che prevede una interlocuzione congiunta con le diverse istituzioni e mira a far sì che il network dell’Appia Day possa evolversi in un modello più strutturato. “Sull’Appia - afferma la presidente di CoopCulture - intendiamo lavorare sia in forma digitale, mettendo insieme le piattaforme a oggi esistenti, sia in forma reale animando alcuni tratti specifici a partire da quelli dei Comuni più attivi”. Questo protocollo “significherà un lavoro comune. Siamo i tre soggetti ideali per poter lavorare insieme concretamente”, continua Barni ricordando che qualche anno fa “avevamo fatto per il ministero dello Sviluppo economico uno studio per costruire una filiera cooperativa lungo l’itinerario dell’Appia. Lì abbiamo acquisito dati e conoscenze per come si può creare effettivamente un modello di rete in grado di valorizzare e rendere l’itinerario una risorsa per lo sviluppo anche economico oltre che sociale e culturale del Paese”.

CONNETTERSI ALL’EUROPA

CoopCulture rappresenta un’infrastruttura di rete cooperativa che insieme all’associazionismo e alle comunità locali “può dar luogo a un modello di governance partecipata che - secondo Barni - è l'unico possibile, in collaborazione con le istituzioni, per una valorizzazione del patrimonio diffuso”. Un modello di governance che guarda all’Unione europea: “Lavorare sugli itinerari è anche un modo per connettersi all’Europa perché sono le radici comuni del nostro patrimonio europeo - conclude Barni -. Non solo stiamo facendo qualcosa per Roma o per Brindisi o per l’Italia ma probabilmente stiamo facendo qualcosa per l’Europa”.

 

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