“Manca l’idea di cultura come elemento fondante della visione e del sogno europeo”. Così Cristina Da Milano, vicepresidente di Culture Action Europe, commentando con AgCult i programmi elettorali dei partiti italiani in vista delle elezioni europee del 26 maggio. “Al di là dei singoli programmi e dei loro finanziamenti, vorremmo far passar l’idea, anche attraverso il nostro Manifesto, che il progetto Europa sta mostrando debolezze e difficoltà proprio perché si è basato per decenni su un’Unione più economico-commerciale che realmente culturale - prosegue Da Milano -. Se manca l’elemento culturale il castello rischia di crollare”. 

UNA NUOVA VISIONE DI EUROPA

Secondo la vicepresidente del Cae nei programmi elettorali “non c’è accenno all’idea di rilanciare una visione nuova di Europa, partendo dagli elementi culturali fondanti che ci uniscono e che ci rappresentano come europei”. Quello che manca, sottolinea Da Milano, è “la spinta alla creazione (o alla ri.creazione) di una visione culturale comune per un’idea di Europa nel medio/lungo termine, non mi pare che nei programmi sia espressa l'intenzione di lavorare per far emergere questo substrato culturale”.

PER UN’UNIONE CULTURALE

“Dovrebbe essere chiaro - ribadisce Da Milano - che se non si riesce a creare un’Unione culturale, diventa difficile portare avanti qualsiasi altro programma che regga in momenti di crisi socio-economica. Se non c’è un substrato culturale tutto il resto rischia di non avere le gambe per reggersi in piedi”. “Mi piacerebbe - prosegue - che ci fosse più chiaramente espressa questa visione di cultura come sostegno del progetto europeo. Uno sforzo in più si poteva fare”. 

LA CAMPAGNA DEL CAE PER LE EUROPEE

Per le elezioni europee il Cae ha lanciato una campagna per far riconoscere il ruolo fondamentale della cultura per il progresso dell’Unione europea. Diverse le azioni messe in campo dal network europeo: un appello lanciato ai candidati per mettere la cultura al centro dei programmi elettorali; iniziative per incoraggiare gli elettori a far sentire la propria voce partecipando alle elezioni (tra cui un dialogo online che si è svolto il 25 aprile); la serie di podcast “Salon Culture”, dedicati alla discussione sugli sviluppi della politica culturale in Europa insieme a esperti, decisori politici, artisti, attivisti. Il Cae, inoltre, ha promosso in tutti i Paesi dell’Unione un Manifesto per la cultura in occasione delle europee, chiedendo ai futuri candidati di sottoscriverlo impegnandosi a farsi portavoce delle richieste contenute.

In Italia il Manifesto è stato presentato ad aprile alla Camera. “E’ difficile ottenere adesioni al Manifesto - ammette Da Milano -. Molti parlamentari sono sensibili ai temi culturali e hanno combattuto battaglie nel settore, ma sono ancora pochi e anche loro hanno espresso rammarico per il fatto che la cultura non sia considerata una priorità”.

 

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