“Sono fiera di aver contribuito a dare l’avvio in questi anni a una nuova politica culturale, a partire dal riconoscimento del comune patrimonio culturale, nella ricchezza della sua diversità, come risorsa di inclusione e competitività per l’Europa nel mondo”. Silvia Costa chiude con un bilancio dell’attività di questi anni i due mandati al Parlamento Europeo sui banchi del gruppo Pd/S&D. Lo fa a Roma, in un incontro alla Sala Umberto che è anche una sorta di passaggio di testimone delle sue battaglie con i candidati alle prossime elezioni europee, a cominciare da David Sassoli (vicepresidente del Parlamento Ue) e Roberto Gualtieri fino a Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza della Commissione Europea nella Capitale che ha scelto di ‘scendere in campo’ nelle fila del partito democratico. 

In questi anni, ha ricordato la Costa rivolgendosi al pubblico in sala, “ho condiviso tanti momenti e lavorato con tanti di voi su temi e battaglie comuni per la cultura, l’educazione, la solidarietà, le nuove generazioni e le donne, che devono restare al centro dell’azione del Partito democratico in Italia e in Europa. Oggi ho voluto essere con voi in questo importante passaggio della mia vita nella politica e nelle istituzioni, iniziata quando avevo 24 anni”.

“Ho maturato la decisione di non ricandidarmi, dopo due legislature in Parlamento europeo, per l’esigenza personale di trovare un diverso equilibrio e spazi nella mia vita, perché credo che si possano trovare altre forme di impegno, non necessariamente in un ruolo parlamentare e perché credo che sia giusto dare spazio alle nuove generazioni. Ma continuerò ad essere al vostro fianco su temi e obiettivi che ci appassionano e per cui vale la pena aver dedicato una vita”.  

Silvia Costa ha sottolineato come oggi “viviamo una campagna elettorale che vede due grandi schieramenti: noi che riconosciamo il valore straordinario dell’Europa unita e chi la vuole demolire, indebolire, anche con oblique alleanze con potenze straniere. Ma tra quelli che la vogliono difendere, noi - con la nostra lista che unisce diverse culture riformiste e europeiste insieme a siamo europei - abbiamo una posizione più esigente e coerente, perché vogliamo un’Unione più solidale, con istituzioni più democratiche e partecipate, un parlamento che sia fino in fondo colegislatore e con iniziativa legislativa, un bilancio proprio della Ue per sottrarla ai ricatti e tagli dei governi, il metodo comunitario e non intergovernativo, la integrazione tra sussidiarietà e maggiore governance transnazionale nelle tematiche che ormai sono tutte transnazionali, dall’ambiente alla tutela del Cultural Heritage, dall’immigrazione all’energia, dal digitale alla finanza. Siamo contro chi vuole conservare senza innovare e chi vuole tornare indietro”.

Certo, ragiona l’europarlamentare democrat, “sappiamo che ci sono state anche insufficienti risposte da parte della Unione alla grande crisi di dieci anni fa, con una logica conservatrice e liberista che noi abbiamo contrastato: con politiche di solo rigore, ignorando paure e disaffezione, non vedendo le crescenti disuguaglianze sociali, ritardando una comune politica sulle migrazioni”.

“Abbiamo votato contro il fiscal compact, abbiamo ottenuto il grande piano degli investimenti, votato il superamento di Dublino, un asilo comune europeo, la ripartizione tra gli Stati membri delle politiche di integrazione. Ma la maggioranza dei governi nel consiglio dei ministri remava contro, a partire dal gruppo di Visegrad con la grave alleanza di Salvini e Orban, suicida per l’Italia ma coerente con la visione dell’Europa come fortezza da chiudere con filo spinato e muri”.

È quindi sul piano culturale e politico oggi, incalza Silvia Costa, che “si deve combattere per dare un futuro al progetto politico dell’Unione Europea, la più grande novità e realizzazione dei nostri tempi, per superarne insufficienze e crisi. Un progetto che va rafforzato sul versante della identità, dei valori, del sociale e della democrazia insieme a quello istituzionale”.

I RISCHI PER L’ITALIA E PER L’EUROPA

Tutti, aggiunge, “siamo consapevoli della gravità e dei rischi che corrono l’Italia e l’Europa in questa fase: siamo arrivati ad un vice premier che chiede a una Onlus la taglia su ogni migrante salvato o, qui a Roma, a un’organizzazione neofascista che in via della Conciliazione attacca all’Angelus il Papa, reo di tradire gli italiani perché incoraggia la migrazione islamica. O in Europa lo stesso vice premier che da una sinistra garitta, con Orban, elogia il filo spinato e il muro eretto in Ungheria come la migliore soluzione. E populismi irrazionali che anche con l’azione virale e illegale dei social diffondono fake news che minano certezze, evidenze scientifiche, realtà dei fatti e mettono in discussione lo stesso progetto europeo, come è avvenuto con la Brexit, che oggi tutti capiscono essere un salto nel buio”. 

UN NUOVO UMANESIMO

Assistiamo “ad un inaccettabile crescendo di politica eversiva, nazionalista, che predica odio e calpesta diritti umani fondamentali e valori di solidarietà per un bieco calcolo elettoralistico immediato distruggendo le basi della convivenza e della speranza. Solo riscoprendo il valore dell’Europa, come comunità nata per dire mai più alla guerra e fondata sulla persona umana, la solidarietà, lo stato di diritto, lo sviluppo, il progetto europeo potrà avere un futuro e noi sappiamo da che parte stare: noi siamo dalla parte della costruzione di un nuovo umanesimo, di un’identità europea fondata su comuni valori, in dialogo con il mondo, sapendo che l’identità non è identitarismo, così come la cittadinanza nazionale ed europea non sono in contraddizione. Siamo dalla parte, e io convintamente e in prima persona, di chi ritiene che la formazione personale e la conoscenza siano alla base della democrazia, dello sviluppo, della solidarietà ma anche dell’innovazione e della competitività dell’Europa nel mondo”.

I RISULTATI

Nello stilare il suo bilancio, Silvia Costa si dice “fiera dei risultati che abbiamo ottenuto: che entro il 2023 si realizzi un vero spazio europeo dell’educazione, con il riconoscimento automatico dei titoli e periodi di studio all’estero, anche con la Carta europea dello studente. Così come sono fiera di aver contribuito a dare l’avvio in questi anni a una nuova politica culturale, a partire dal riconoscimento del comune patrimonio culturale, nella ricchezza della sua diversità, come risorsa di inclusione e competitività per l’Europa nel mondo. Per questo ho voluto un Anno europeo dedicato al patrimonio culturale, e abbiamo detto che la sua distruzione intenzionale è un crimine contro l’umanità, e oggi abbiamo un piano d’azione europeo dedicato, una forte strategia per le imprese culturali, creative e audiovisive (che sono il 12% del PIl europeo), la prima vera strategia per la diplomazia culturale europea, il raddoppio dei fondi per il programma Europa creativa di cui sono relatrice, il primo programma da me fortemente voluto di mobilità europea di artisti, creativi, professionisti della cultura, sostegno alle reti di media realizzati da giovani che raccontano l’Europa ai loro coetanei, come Europhonica e Eutopya a guida italiane. Abbiamo messo in sicurezza tutto questo nella nuova Agenda europea della cultura”.

DA CHE PARTE STARE

Prosegue la deputata europea: “Siamo dalla parte di chi combatte le disuguaglianze sociali crescenti, e per questo abbiamo voluto il pilastro sociale Eu, la garanzia giovani, il rafforzamento del fondo sociale, la nuova politica di investimenti e di coesione territoriale, la nuova garanzia europea per i bambini. Siamo dalla parte della pace in un mondo multipolare e contro il terrorismo e per questo abbiamo voluto l’avvio finalmente della Difesa comune e della Sicurezza Europea, il sogno dei padri fondatori”. 

AGENDA 2030

“Siamo dalla parte degli obiettivi di sviluppo sostenibile della Agenda 2030 che vogliamo integrare con la visione della Laudato si, che dice che la questione ambientale e sociale sono i due lati della stessa medaglia, i poveri e il degrado della terra, con l’economia circolare, la finanza etica e i piani nazionali contro la povertà, ma anche la nuova direttiva sull’equilibrio tra vita e lavoro per uomini e donne. L’Unione europea sta guidando il mondo su questa ambizione e i giovani sono fondamentali per non tornare indietro”.

ERASMUS PLUS

“Siamo dalla parte di chi come noi ha voluto ampliare per i giovani opportunità e spazi di partecipazione, studio, cittadinanza attiva, lavoro: per questo sono fiera di aver ottenuto con il Pd e il gruppo S&D il sì del Parlamento Europeo alla triplicazione dei fondi Erasmus plus, con il nuovo programma per l’apprendistato europeo e di aver dato vita al Corpo europeo di solidarietà”. 

COPYRIGHT

“Siamo dalla parte di chi, come me insieme anche a David (Sassoli, ndr) e Roberto (Gualtieri, ndr), ci siamo impegnati con il Pd per la nuova strategia digitale Eu come grande opportunità, ma con una visione precisa: l’ecosistema digitale deve rispettare diritti e doveri, tutelare le persone e proteggere i dati, dare la giusta remunerazione al lavoro creativo e artistico con la direttiva sul copyright, con regole severe per le grandi piattaforme: da quelle fiscali con la web tax alla qualità dei servizi online, così come abbiamo ottenuto l’abbattimento dei costi del roaming. Oggi che le stesse elezioni sono minacciate da chi organizza su FB profili fittizi che moltiplicano milioni di followers giocando su fake news, abbiamo finalmente capito che è in gioco la democrazia”.

 

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