“La mancanza di regole certe destabilizza il mercato che si concentra in poche mani: nel giro di poco tempo il mercato viene consegnato a una o due multinazionali. Con gravi riflessi per l’impiego. E tutti sappiamo quanto il settore della cultura – di cui il libro è traino economico – abbia bisogno di redditi certi e di sostenibilità”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione degli editori indipendenti (Adei), Marco Zapparoli, intervenendo in audizione davanti alla Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge sulla promozione del libro e della lettura. Un lavoro, quello della Commissione, che tra l’altro il presidente degli editori indipendenti ha apprezzato in modo particolare. Per Adei esiste “un problema non so quanto compreso di rischio di ‘consegna’ del nostro mercato a mani più forti, esterne, che difficilmente guardano alla preservazione di territorio, impiego, creatività”.

Zapparoli poi, affrontando il tema della riduzione del tetto di sconto che la pdl Piccoli Nardelli propone di portare al 5% (dal 15 attuale), ha esposto un principio generale di carattere economico che riguarda la salute del settore: “Il nostro settore può essere in salute solo se ognuno degli 11 elementi della nostra filiera ha un utile. Non solo l’utile delle aziende, ma anche una giusta remunerazione degli autori, dei traduttori, dei fornitori. È qui che sta il senso di un rispetto pieno del prezzo che non è un’invenzione ma nasce da un calcolo ben preciso. Il suo rispetto è fondamentale per mantenere in vita la filiera del libro”. Le librerie, infatti, non sono solo importantissimi presidi culturali, “ma sono anche il primo centro di raccolta di liquidità che poi si riversa sul nostro settore. Lasciare ogni anno 150 milioni sul campo a causa di questi sconti continui è devastante per tutta l’editoria, non solo per quella indipendente”.

Dal punto di vista degli editori, quindi, “da subito vanno rispettati i prezzi perché se le librerie o rivenditori non raccolgono il necessario attraverso il prezzo vengono da noi a chiedere maggiori sconti. Questa crescente richiesta di sconti in fornitura è insostenibile”.

LE RICHIESTE DI ADEI

In merito alle richieste degli editori indipendenti, Zapparoli ha illustrato i punti essenziali su cui la proposta di legge sul libro e la lettura deve intervenire.

  • ridurre il tetto massimo di sconto sui libri al 5% riducendo drasticamente la possibilità di deroghe, limitandole alle vendite a biblioteche e scuole, con uno sconto massimo del 20%.
  • ridurre a una promozione l’anno per marchio editoriale – escludendo dunque promozioni suddivise per singola collana o per filoni tematici o per titolo – nei mesi di febbraio, luglio e novembre, con un massimo del 20% di sconto, e un mese, gennaio o febbraio, per esercizio commerciale, a scelta dei rivenditori.
  • vietare il cosiddetto “cross-merchandising”, prassi in grado di aggirare la legge assicurando un vero e proprio sconto occulto agli acquirenti di libri e altri generi merceologici a percentuali ben superiori a quelle fissate dalla legge.
  • conferma e crescita delle agevolazioni fiscali alle librerie
  • sarebbe inoltre auspicabile l’introduzione di un fondo di prestito rotativo alle librerie e un sistema di supporto alla formazione permanente dei librai.

CEPELL

Il Cepell, secondo Adei, va profondamente riformato. Per questo “sarebbe essenziale dare vita ad un piano di promozione della lettura a livello nazionale che coinvolga innanzitutto scuole e biblioteche, che fissi obiettivi quantitativi da raggiungere in tempi determinati. Questo piano può passare attraverso il Centro per il Libro e la Lettura; istituzione che va tuttavia profondamente riformata, in quanto attualmente non svolge il necessario compito di monitoriaggio delle attività più virtuose sul territorio e il loro coordinamento; le stesse iniziative promosse direttamente da Cepell hanno carattere sporadico e non consentono la ricostruzione della domanda di lettura, così necessaria al Paese”.

BIBLIOTECHE SCOLASTICHE

In attesa di una Legge quadro dedicata specificamente alle Biblioteche, Adei “reputa importante la progressiva riattivazione delle Biblioteche scolastiche, utilizzando nel modo più efficace possibile il principio dell’alternanza scuola lavoro”.

TAX CREDIT  PER I PICCOLI EDITORI

L’editoria indipendente svolge da sempre in Italia un ruolo fondamentale per tutta la filiera di ricerca e scouting, di cui spesso beneficiano anche e soprattutto i grandi editori. Nello stesso tempo gli editori indipendenti sono costretti a lavorare in condizioni più difficili, con una marginalità assolutamente esigua, e dunque con enormi rischi imprenditoriali. Per questo “sarebbe opportuno un sostegno pubblico alla piccola e media editoria, per imprese fino ad una soglia di fatturato massima di due milioni, che non siano controllate o partecipate da uno dei gruppi che nello stesso tempo controllano o partecipano anche una società di distribuzione o una catena di librerie. Il sostegno potrebbe configurarsi sotto forma di credito d’imposta, ad esempio per le spese di carta o di stampa.

PROMOZIONE ALL’ESTERO

Adei ritiene, infine, fondamentale incentivare l’internazionalizzazione delle case editrici italiane, una delle vie più importanti per permetterne la crescita. Per la promozione della cultura italiana all’estero sarebbe necessario innanzitutto rafforzare il fondo per i contributi alla traduzione, come del resto avviene in moltissimi paesi. Come del resto “supportare la partecipazione delle case editrici italiane in occasione delle principali Fiere internazionali del libro. In tal proposito Adei segnala l’esempio virtuoso del BIEF (Bureau International des Editions Francaises) francese. “L’organizzazione articolata e equa per tutti gli editori per la promozione all’estero dei prodotti editoriali francesi mediante un portale digitale efficiente, la stampa di dossier sui prodotti diffusi in tutto il mondo, l’allestimento di stand collettivi offerti a prezzi accessibili ha generato una significativa leva di visibilità all’estero”.
 

 

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