“In Europa c’è bisogno di noi, in Europa c’è bisogno di voi. Cambiamola insieme questa Europa”, si legge sul blog delle Stelle nella sezione dedicata al programma per le elezioni europee. “Continuare per cambiare” è lo slogan con cui il Movimento 5 Stelle si presenta alle urne il 26 maggio. Sono 5 le donne capilista: Alessandra Todde, Chiara Maria Gemma, Daniela Rondinelli, Maria Angela Danzì, Sabrina Pignedoli.

I punti del programma riflettono le battaglie identitarie del M5S: dal rafforzamento della democrazia diretta al salario minimo europeo fino ad arrivare al taglio degli “assurdi stipendi dell’eurocasta”. Arrivando alla voce cultura, il Movimento 5 Stelle riconosce il ruolo fondamentale di Europa Creativa e ricorda l’aumento dei fondi (da 1,85 a 2,8 miliardi di euro) approvato dal Parlamento europeo. Secondo i pentastellati questo stanziamento “va sicuramente difeso nella prossima legislatura” dal momento che si tratta di risorse “fondamentali per la cultura e il settore audiovisivo europeo perché Europa Creativa è l’unico programma che sostiene chi vuole fare impresa con la cultura e la creatività, molto spesso PMI e piccoli creatori e artisti”.

Nel programma targato M5S c’è “la difesa delle piccole produzioni audiovisive indipendenti e dei giovani artisti musicali emergenti”. Inoltre si propone “il supporto di modelli di business innovativi nel settore dell’audiovisivo, incluso lo sviluppo di piattaforme di video on demand” con l’idea di “una Netflix europea”. Nel programma si fa riferimento alle nuove sfide che “la globalizzazione lancia ai settori culturali e creativi europei: frammentazione del mercato, poche e dominanti imprese culturali (spesso americane). I tagli alla cultura messi in atto dagli Stati membri per rispettare le politiche di austerity hanno aggravato le difficoltà del settore”.

ADINOLFI: PENSARE ANCHE ALLE PICCOLE E MICRO IMPRESE

“Europa Creativa è interessante anche nell’ottica della creazione di posti di lavoro e per quanto riguarda l’industria culturale. L’Europa - commenta con AgCult Isabella Adinolfi, europarlamentare uscente del Movimento 5 e ricandidata alle europee - sta attraversando un momento di crisi economica e anche da questo punto di vista può essere interessante investire di più su Europa Creativa che rimane uno dei programmi, invece, con minore budget finanziario”. Secondo l’eurodeputata pentastellata, Europa Creativa è un programma che “va difeso e per il quale va sicuramente stanziato un finanziamento più importante”.

L’attenzione è rivolta anche a “tutte le industrie creative piccole o micro che non riescono di fatto ad avere quella capacità, anche economica, per accedere a questo tipo di fondi. Noi abbiamo chiesto di creare un sottoprogramma apposito per le piccolissime industrie culturali”. Anche perché, spiega Adinolfi, “il tessuto delle imprese non è tutto uguale, soprattutto in Italia ci sono tante aziende piccole o micro che si occupano di cultura. Il programma deve rappresentare tutti rispettando le peculiarità di tutti i Paesi”. Europa Creativa è “interessante anche dal punto di vista della valorizzazione dei territori rurali. Investire in questo tipo di economia potrebbe essere fondamentale per rilanciare questo tipo di territori”.

Sul fronte audiovisivo, secondo l’europarlamentare “stiamo perdendo tutta quella fetta di economia digitale che in questo momento è in mano a grandi multinazionali di altri continenti”. Importante, quindi, “investire in questa economia, anche in piattaforme che possano dare un’alternativa europea a questo tipo di consumi”. E se l’economia digitale è “una delle fette più importanti”, l’Europa, sottolinea Adinolfi, “non sta investendo abbastanza per dare un’alternativa europea. Non dobbiamo perdere quest’occasione altrimenti rischiamo di rimanere sempre più indietro. Investire in questo senso è fondamentale dal punto di vista culturale ed economico”.

 

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