Il Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali, presieduto dal Ministro Alberto Bonisoli, si è riunito al Collegio Romano e ha affrontato una serie di punti all’ordine del giorno. Al tavolo si è tornato a parlare dell’Atleta Vittorioso di Lisippo, esposto al Getty Museum di Malibù, e dei rapporti con lo stesso museo. Il 9 maggio scorso è partita una missiva dal Mibac nella quale il Segretario Generale, ribadendo la piena volontà del Ministero a mantenere vivi i consolidati rapporti con il Getty e a proseguire le collaborazioni già in atto, ha fatto appello al valore della diplomazia culturale, quale mezzo efficace per dirimere le controversie, e ha chiesto un incontro, nel più breve tempo possibile, con i vertici del museo americano per un confronto sulla restituzione della statua all’Italia, così come sancito da una sentenza della Corte di Cassazione italiana.

L’incontro, è scritto nella missiva, “non potrà che fondarsi sull’ineludibile reciproco riconoscimento delle fonti giuridiche e delle statuizioni giurisdizionali comuni”. Alla richiesta il Getty ha risposto che avvierà una verifica con lo staff tecnico e che una risposta sarà inviata “as soon as possible”.

Nella stessa lettera, è stato evidenziato anche che, a seguito di un ampio monitoraggio del patrimonio storico-artistico italiano all’estero, condotto in modo eccellente dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, il Ministero vorrebbe avviare, sempre con il Getty, specifici negoziati per una verifica congiunta della provenienza di quattro reperti esposti sempre nel museo di Malibù.

I QUATTRO REPERTI

Si tratta di due sculture funerarie raffiguranti dei leoni (I sec. a.C – I sec. d.C.), provenienti da Palazzo Spaventa di Preturo, in provincia di L’Aquila, che sono stati esportati illecitamente, un mosaico con testa di medusa (II sec. d.C.), rubato al Museo Nazionale Romano, e una tela ottocentesca raffigurante L’oracolo di Delfi di Camillo Miola, rubata dalla sede della Provincia di Napoli.

Sempre nella stessa riunione del Comitato, è stato dato atto della lettera inviata dal Ministero al museo Staatliche Antikensammlungen di Monaco con la richiesta di restituzione di un Trofeo con armi di dimensioni imponenti, composto da una schematica figura umana intagliata nel legno di circa 2,5 metri, abbigliata con una panoplia bronzea di produzione apula o italico-meridionale del IV secolo a.C., riconducibile a scavi illeciti e illegalmente esportato. Su questa opera è stata anche avviata una rogatoria internazionale.

I partecipanti sono inoltre stati informati che, nel corso di una cerimonia, prevista per il 19 giugno prossimo presso l’Ambasciata tedesca in Italia, sarà restituita al Mibac una testa di marmo di epoca romana (II sec. d.C.) che, dopo essere stata trafugata dall’Italia tra il 1944 e i primi anni ‘60, era finita all’Università di Münster.

Infine i Carabinieri del Comando Tutela, a cui il Ministro ha rivolto il suo apprezzamento per il lavoro svolto, hanno informato del rinvenimento di un dipinto dal titolo “Un Vecchio Abbraccia l’Ancella nella Stalla” dell’artista belga David Teniers, datato 1649, che è stato sottratto dalla pinacoteca di Dresda ed è andato disperso durante la seconda guerra mondiale. I militari dell’Arma lo hanno rinvenuto a Napoli e la Procura partenopea ha già emesso il decreto di restituzione.

 

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