Da assunzioni e sicurezza, passando per il sostegno alle industrie creative e alla legge sulla lettura. Senza dimenticare il design, la tutela dei beni culturali e l’utilizzo di nuove tecnologie. Un impegno che “continuerà anche a livello europeo dove cercheremo di far sentire sempre più la voce di un Paese, da tutti riconosciuto come tra i più ricchi scrigni di patrimonio culturale al mondo”. Il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, a un anno dal suo insediamento al Mibac e a poche ore dal voto per le elezioni europee, traccia con AgCult un bilancio e fissa gli obiettivi da perseguire nei prossimi mesi in Italia e in Europa.

“FAME DI CULTURA”

Manca davvero poco ormai all’apertura delle urne per il rinnovo dell’Europarlamento e, leggendo i programmi dei partiti italiani, non può non colpire la scarsa centralità dei temi culturali in questa competizione elettorale. Verrebbe da dire che la cultura non riesca a fare breccia nelle priorità della politica nostrana. Bonisoli tuttavia obietta: “Credo sia sbagliato dire che la cultura non riesca a far breccia. La cultura, quando sostenuta e ben veicolata ai cittadini, è uno dei principali cuori pulsanti di un Paese. In questo primo anno di attività ne ho avute diverse prove”.

Il titolare del Collegio Romano ricorda la settimana gratuita nei musei “che abbiamo indetto a inizio marzo, durante la quale gli ingressi ai siti Mibac hanno registrato un sensibile aumento: un evidente segnale che, con le giuste iniziative, la fame di cultura c’è. Va solo stimolata nel modo giusto. E questo è stato e continua a essere il filo conduttore del mio operato al Ministero: con determinate azioni e scelte, dobbiamo essere in grado di avvicinare più gente possibile alla cultura, a un museo, a un parco archeologico, a un teatro e così via”.

LEGGE SULLA LETTURA

Uno dei migliori modi per aumentare la “fame di cultura”, sottolinea Bonisoli, “è quello di far crescere il numero di persone che leggono e il numero di libri venduti, ovvero l’indice di lettura. Sto lavorando per invogliare le persone a leggere di più, anche attraverso una nuova legge sulla lettura sulla quale sta lavorando il Parlamento. La risposta a iniziative come queste è la conferma che più si parla di cultura, più si creano condizioni che coinvolgono direttamente i cittadini, più saranno i cittadini stessi a sentire il bisogno di cultura”.

STOP AI TAGLI ALLA CULTURA

Il governo, rimarca Bonisoli, “ha deciso di dire basta alla politica dei tagli in ambito culturale. Anzi. Sono già stati stanziati i fondi per 3.500 assunzioni e due concorsi sono pronti a partire entro l'anno e oltre 100 milioni per la sicurezza nei siti e musei del Mibac”. Un tipo di politica, aggiunge, che “continuerà anche a livello europeo dove cercheremo di far sentire sempre più la voce di un Paese, da tutti riconosciuto come tra i più ricchi scrigni di patrimonio culturale al mondo”.

DESIGN E INDUSTRIE CREATIVE

Diversi i temi che Bonisoli ritiene “assolutamente prioritari” nell’azione di governo del M5S. A cominciare dalle industrie creative. “Per le arti applicate (moda, design e grafica) il Mibac ha stanziato 3,5 milioni di euro nella legge di Bilancio 2019, con l'obiettivo di aumentare gli stanziamenti per il triennio 2020-2022”, ricorda il ministro che aggiunge: “Non solo, finalmente, dopo anni di parole, a Milano è nato finalmente il primo Museo nazionale permanente del design. Considerato il nostro patrimonio, mi è sempre sembrato surreale che un turista straniero che fosse interessato a conoscere e approfondire la vita e le opere dei nostri designer che hanno fatto la storia del settore, non avesse un museo da visitare. Ora, Milano e l’Italia ce l’hanno”.

Per Bonisoli si tratta “solo di un primo passo” perché “è di qualche giorno fa il decreto con il quale ho sbloccato 10 milioni per l’ampliamento di questo museo e l’anno prossimo vedrà la luce anche quello di Adi”. Industrie come quelle del design, “se ben sostenute dall’azione di governo, possono diventare importanti leve per la crescita economica del Paese”.

TUTELA E SICUREZZA DEI BENI CULTURALI

Nello stesso tempo, spiega Bonisoli, non va dimenticata “la tutela dei beni culturali che è stata fin da subito una delle priorità del mio mandato”. Ricorda il titolare del Collegio Romano: “Ben prima del tragico disastro che ha colpito Notre Dame di Parigi, il Mibac aveva già stanziato 100 milioni in prevenzione per sicurezza e antincendio dei siti statali e reso operativa l’Unità nazionale per la sicurezza del Patrimonio”. Fondi che sono stati messi a disposizione “per potenziare le condizioni di sicurezza in 314 luoghi della cultura in tutta Italia a salvaguardia dell’incolumità dei colleghi del Ministero e dei visitatori dei nostri siti”. Così come, “ho voluto ampliare il campo d'azione chiedendo l'attivazione di un piano di ricognizione triennale, tuttora in lavorazione, per monitorare il livello di sicurezza antincendio di tutti i luoghi di competenza degli altri ministeri ma sotto la tutela del Mibac”.

Un lavoro che prosegue anche sul fronte delle nuove tecnologie, “guidando la sezione del progetto europeo ‘Copernicus’ per il monitoraggio satellitare del nostro patrimonio culturale”, evidenzia Bonisoli che conclude: “Il mio obiettivo primario è che eventi come quello di Notre Dame o come quelli che ci hanno colpito più da vicino - il crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami e l'incidente all’archivio di Arezzo in cui hanno perso la vita due colleghi dell'archivio di Stato - non si ripetano più”.

 

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