E’ stata approvato nei giorni scorsi, all’unanimità, dal Consiglio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il REI Registro delle Eredità Immateriali su proposta del Consigliere Filippo Quartuccio e con l’apporto tecnico-scientifico di Patrizia Nardi, già assessore alla Cultura della Città di Reggio Calabria ed esperto in valorizzazione del patrimonio culturale e candidature UNESCO, con l’apporto dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia del MiBac. Scopo del REI reggino – il primo in dotazione ad una delle dieci città metropolitane italiane- è quello di implementare il ruolo e le funzioni della Città Metropolitana relativamente all’individuazione, all’inventariazione e alla salvaguardia dei beni demoetnoantropologici del vasto territorio di competenza di concerto con l’ICDe, l’istituto ministeriale che per statuto si occupa dell’Inventario Nazionale per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano e in collaborazione con gli esperti della materia. La finalità di lungo periodo, promuovere questo variegato e ricchissimo patrimonio quale elemento di grande attrazione e quindi di sviluppo economico e sociale del territorio metropolitano.

“Attraverso il REI - ha dichiarato Filippo Quartuccio - la Città Metropolitana di Reggio pone le basi per una corretta e organica conoscenza e valorizzazione del vastissimo patrimonio immateriale di cui dispone. Le linee guida del Programma Annuale hanno indirizzato questa scelta che riteniamo di estrema importanza per dare visibilità a contesti patrimoniali che sono di grande fascino e che servono a capire fino in fondo l’essenza di una comunità. Queste sono le basi da cui partire per una visione strategica dello sviluppo del nostro territorio e mi onora il fatto di poter contribuire ad aprire una prospettiva di valorizzazione nazionale ed internazionale che renda merito alla bellezza che esprimiamo.  Ringrazio il Sindaco Metropolitano Falcomatà e i colleghi consiglieri per l’unanimità del voto, che ci dice che la Cultura del territorio ha un’alta considerazione in questo consesso.   Ringrazio molto la dott.ssa Nardi, che ci ha guidati con grande attenzione in questo percorso e ringrazio l’ICDe, nelle persone del direttore Leandro Ventura e della dott.ssa Stefania Baldinotti per il prezioso apporto”. 

La nascita di un ambito patrimoniale di riconoscimento della cultura della tradizione italiana data la seconda metà del Novecento in Italia, quando viene anche coniata la parola demoetnoantropologia, ma è dalla ratifica della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale immateriale del 2003, sulla base della quale l’Italia annovera 9 elementi riconosciuti Patrimonio dell’Umanità - tra cui anche e insieme alla Rete delle grandi Macchine, la Varia di Palmi, che insiste sul territorio metropolitano reggino - che l’interesse e l’attenzione per questa tipologia patrimoniale è cresciuto esponenzialmente. “E’, quello dell’immateriale - ha detto Patrizia Nardi, tra i massimi esperti in materia in Italia - un laboratorio sperimentale straordinario, che coinvolge necessariamente, contestualmente e circolarmente comunità e istituzioni, pubblico e privato, decisori politici e imprenditori culturali che si misurano sulla cura del patrimonio che li rappresenta e li identifica su una prospettiva di sviluppo sostenibile dei territori a base culturale.  Del resto e ancor prima della ratifica italiana della Convenzione del 2003, è la stessa Costituzione Italiana, all’art.118, che ci ricorda l’importanza della sussidiarietà orizzontale e il ruolo delle comunità territoriali. Il REI metropolitano calabrese è un bel passo avanti in questa materia, è la concretizzazione della volontà di individuare un’unica identità metropolitana che sia contenitore delle diversità di ogni comunità di questo territorio. E mi auguro che il prossimo passo possa essere una rete delle città metropolitane per il patrimonio culturale immateriale italiano, perché è forte nel nostro Paese l’esigenza di una governance condivisa e partecipata, una cabina di regia che accolga allo stesso tavolo i soggetti ministeriali di competenza, i decisori politici, gli esperti, le ONG, le comunità”.

Leandro Ventura, che dirige il Servizio VI del MiBac e l’Istituto per la Demoetnoantropologia - che ha in capo progetti di valorizzazione importanti, tra i quali quello dell’Unione Pro Loco D’Italia, di Terra d’Otranto, il Geoportale della Cultura Alimentare e lo stesso Piano di comunicazione e divulgazione della Rete delle grandi Macchine a spalla - ha dichiarato: “L'operazione avviata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria è di grande importanza e la sosterremo, perché l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e il Servizio VI della D.G. A.B.A.P. seguono con attenzione le esperienze di catalogazione del patrimonio immateriale sul territorio e supportano anche alcuni progetti pilota di rilevante interesse con l'obiettivo di migliorare le procedure di catalogazione, al fine di attivare le forme di inventariazione partecipata previste dalla Convenzione UNESCO 2003, che siano omogenee sul territorio nazionale.” 

Stefania Baldinotti, funzionario antropologo dell’ICDe, ha ribadito alcuni concetti chiave: “La crescente consapevolezza acquisita dalle Comunità rispetto al valore e alle potenzialità di saperi, pratiche e consuetudini che costituiscono l'immensa varietà ed originalità del patrimonio culturale immateriale, ha determinato il proliferare di progetti di inventariazione a diversi livelli che spesso restano iniziative isolate. La collaborazione del nostro Istituto al progetto del comune di Reggio Calabria è un primo importante passo per avviare un’azione di  coordinamento di queste iniziative nel rispetto dei significati e dei valori che le  comunità stesse attribuiscono al loro patrimonio, per cui la nostra disponibilità è massima”. Nelle prossime settimane verranno perfezionati gli atti procedurali: si procederà con la nomina della Commissione che definirà le linee d’indirizzo e il programma d’intervento che sarà sviluppato con il supporto degli uffici di dirigenza dell’organo metropolitano.

 

Articoli correlati