“Temo che ci sia un qui pro quo. La nomina del nuovo direttore è intervenuta all’esito di una selezione che è stata svolta secondo il decreto legge 83 del 2014. Questo decreto prevede che il processo sia articolato in tre fasi: una prima fase di scrematura dei candidati in base ai titoli; una seconda con i colloqui; una terza dove all’interno di una terna di nomi il ministro fa la sua scelta”. Lo ha ricordato il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo al Question time alla Camera per rispondere a un’interrogazione sulla nomina del nuovo direttore della Reggia di Caserta.

“La prima fase viene fatta sulla carta in base ai titoli e viene redatta una graduatoria in base alla quale chi ottiene il punteggio maggiore passa alla fase successiva. La seconda fase prevede una valutazione da parte della commissione dei titoli, delle esperienze professionali e di altre competenze, della capacità del candidato ad affrontare le caratteristiche e le problematicità del museo per il quale si è presentato. Quando viene fatta questa seconda fase, il primo punteggio non viene considerato, c’è un reset e si parte tutti dallo stesso punto. Sono fasi autonome e nel passaggio dall’una all’altra i punteggi non sono stati sommati, come in questo caso”.

“Mi sorprende che un dirigente del ministero ignori le sottigliezze di questa giurisprudenza. Confermo quindi la bontà della scelta che è stata fatta e auguro al nuovo direttore, Tiziana Maffei, buon lavoro”.

 

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