“C’è un messaggio che parte da Palazzo Merulana, ovvero che anche Roma, oggi in una situazione di grande difficoltà, può ripartire attraverso la cultura. Quello di Palazzo Merulana è un modello unico nel suo genere, che può essere esportato anche altrove, un rapporto pubblico-privato-comunità estremamente riuscito”. Lo ha dichiarato la presidente di CoopCulture, Giovanna Barni, illustrando i risultati raggiunti nel suo primo anno di vita da Palazzo Merulana, la struttura culturale nel rione Esquilino diventata in questi mesi un vero e proprio hub permanente senza uguali. Presenti alla “festa” di Palazzo Merulana, anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, Letizia Casuccio (Direttore Generale CoopCulture), Claudio Cerasi (Fondazione Elena e Claudio Cerasi), Marco Causi (Prof. Università degli studi di Roma Tre), Pietro Petraroia (Prof. Università Cattolica del Sacro Cuore).

Palazzo Merulana è un’esperienza che ha messo insieme il recupero di un edificio storico di proprietà del Comune andato in rovina grazie a un progetto di project financing, la riqualificazione di un’area della città, l’esposizione di una straordinaria collezione, quella della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, e la gestione affidata a CoopCulture, che ha lanciato un progetto per far vivere il Palazzo con iniziative ed eventi. “Dopo un anno di attività ci sentiamo davvero tutti molto più ricchi. Questa è la nuova economia della cultura”, aggiunge la Barni. “Il patrimonio culturale può essere infatti un veicolo economico ma soprattutto di inclusione e coesione sociale”.

"Quello che sta arricchendo questo palazzo e questo quartiere, è la crescita di capitale umano dentro e fuori il museo. La straordinaria collezione Cerasi accresce di valore attraverso l’accrescimento di capitale che intorno a questa collezione si sta generando. È un’operazione non solo culturale ma anche politica, perché in qualche modo si crea uno spazio di libertà, di democrazia, si partecipa alla produzione culturale, e quindi accresce il valore del quartiere e della città intera”.

CASUCCIO

“Il dato più stupefacente di questo primo anno è stato quello degli ingressi: oltre 50mila, un numero che mai ci saremmo immaginati lo scorso anno”, ha commentato Letizia Casuccio, Direttore Generale di CoopCulture. “La cosa più significativa è il modello di offerta culturale di questo spazio, non solo orientato alla valorizzazione della straordinaria collezione, ma orientato anche sia alla comunità che alla creazione di eventi prodotti a Palazzo Merulana”.

“Siamo convinti che per portare valore aggiunto in questa città sia necessario immaginare e praticare un nuovo modello di gestione degli spazi di arte e di produzione culturale che si discosti da quelli già presenti a Roma, divisi tra una programmazione indistinta, che alla fine rimane priva di anima, e dall’altro lato quei luoghi della cultura altamente istituzionalizzati che il più delle volte risultano inaccessibili. Per quanto mi riguarda, Palazzo Merulana è una realtà giovane, vivace, attiva, che d’altro canto ha bisogno di capitalizzare e consolidare quello che ha prodotto e promosso durante quest’anno. È per questo motivo che stiamo lavorando per accreditare Palazzo come museo regionale: per essere ulteriormente centro di racconto di identità cittadina e culturale, per porsi in modo istituzionale come un luogo di riflessione e sperimentazione, che ripensa alla realtà contemporanea e che elabora idee e progetti rivolti al futuro”.

CERASI

“Il primo compleanno di Palazzo Merulana - dichiara Claudio Cerasi, presidente della Fondazione Elena e Claudio Cerasi - mi fa pensare che in realtà questo anno ne include tanti altri che ci hanno portato fino a qui. I 50 anni di attività della Sac, la mia società, e i 50 anni che, insieme a mia moglie Elena, abbiamo dedicato a collezionare opere d’arte. È stato un anno denso, intenso e pieno, dal quale pensando al futuro si può solo sperare il meglio. Vorrei in particolare si consolidasse il processo espositivo inaugurato con la mostra Giacomo Balla: mostre temporanee in dialogo con la collezione, che permettono di approfondire i temi della collezione permanente. Investigare aspetti inediti e inaspettati delle opere che io e mia moglie Elena abbiamo accuratamente scelto di custodire e che rimaniamo fermamente convinti di voler condividere con la comunità".

I NUMERI

Nei primi dodici mesi di vita Palazzo Merulana è stato visitato da 53.184 persone. Di queste 22.427 hanno visto la collezione Cerasi, 17.573 hanno partecipato a mostre temporanee, altri 13.184 hanno invece preso parte alle diverse attività culturali. Per la precisione parliamo di 371 iniziative in 365 giorni: 96 mostre, 23 appuntamenti di cinema, 47 incontri, 16 eventi culinari, 50 appuntamenti organizzati da community. Per scomporre ulteriormente le presenze alle diverse tipologie di eventi – al di là dei visitatori dell’esposizione permanente – nel dettaglio 17.573 (pari al 57%) ha visitato le mostre: 1.654 (5%) ha partecipato ad eventi legati al cibo; 638 (3%) alle rassegne cinematografiche; 624 (2%) ad attività didattiche; 3.945 (13%) a incontri come conferenze, letture, presentazione di libri: 6.278 (20%) ad attività di community come convegni workshop, concerti.

CHI SONO I VISITATORI DI PALAZZO MERULANA

Il visitatore tipo è romano, ha una età media superiore ai 45 anni, è prevalentemente femminile, ha un livello di istruzione elevato. Tornando ai romani il 79% non vivono nel rione Esquilino, dividendo invece per nazionalità il 94% sono italiani, il 4% proviene da paesi europei, 1,6% dall’America, lo 0,4% dall’Asia. Per conoscerne meglio sono stati distribuiti questionari a campioni significativi che ci restituiscono l’identikit di chi in quest’anno è venuto a Palazzo Merulana: il 74% ha una laurea o un maser, il 23% è diplomato. Le categorie professionali vedono in testa i pensionati col 26%, gli impiegati (17,9), i liberi professionisti (15,3), gli insegnanti e docenti (9).

Ingegneri, architetti, medici i dirigenti d’azienda arrivano al 14,4, gli studenti sono il 3,3. Per la grande maggioranza di loro questo luogo è una scoperta e le motivazioni che li ha portati a Merulana sono le mostre (54%) la collezione (18%) la partecipazione ad attività ed eventi. La maggioranza ha conosciuto le attività del Palazzo grazie al passa parola e ai media tradizionali (rispettivamente 23,9 e 21,9) la pubblicità e i social insieme arrivano all’11,6%. Il giudizio è estremamente positivo e arriva a 8,73 su 10 mentre il 95,8 dichiara che potrà tornare in futuro e il 77% dice che la visita lo spingerà a recarsi in altri luoghi della cultura.

La card, Palazzo Merulana Pass, che permette l’accesso al Palazzo illimitatamente con un costo di 20 euro (15 euro gli under 27) è stata acquistata da 314 persone. È un risultato conseguito lavorando insieme ad una rete di partner: 51 tra associazioni enti e associazioni di quartiere, 21 operatori culturali ospitati, più istituzioni, operatori dell’editoria e giornalismo fondazioni e organizzazioni culturali.

GLI STRUMENTI DI PALAZZO MERULANA

I social hanno prodotto: Facebook 427 post che hanno raggiunto 489.884 persone (per il 71% donne, per il 92% italiani e l’85% vive a Roma). Instagram : 572 post una media di 15.000 impression a settimana questo strumento permette di raggiungere un pubblico che è prevalentemente compreso tra i 25 e i 34 anni. Sito internet: 68.648 sessioni che hanno generato 185.403 visualizzazioni in un anno con un trend di crescita negli ultimi mesi.

La comunicazione di Palazzo Merulana raggiunge 205 tour operator nazionali e internazionali e incontra anche il turismo associativo. Un capitolo importante nell’equilibrio gestionale lo hanno anche i 100 eventi privati che vanno da convegni, conferenze, eventi aziendali.

IL CAPITALE UMANO

A Palazzo Merulana lavorano 44 dipendenti scelti attraverso 130 colloqui, per il 64% donne, 61% laureati, 25% ha meno di 30 anni, mentre quasi il 60% è tra i 30 e i 50. La formazione ha impegnato 880 ore ai dipendenti e collaboratori. Il valore generato da Palazzo Merulana è di 471.077 euro (che derivano per il 32% dal ticketing, per il 23% dagli eventi privati, per il 19% dal bookshop. LA PERCEZIONE DI

PALAZZO MERULANA

Un Focus group condotto da Eccom ha evidenziato come Palazzo Merulana è percepito in maniera multidimensionale. Per alcuni rappresenta una motivazione per venire in zona, la creazione di un punto di interesse culturale, una bella cornice per incontrare l’arte, un nuovo posto a supporto del quartiere. Alcuni fanno notare che il quartiere non aveva musei di arte contemporanea e un museo è sempre un luogo che migliora un quartiere: nessuno spazio simile è stato realizzato negli ultimi decenni e se ne sentiva un enorme bisogno. Viene sottolineato come anche solo il restauro dell’immobile abbia cambiato significativamente l’aspetto di via Merulana. Il tema diventa allora come far crescere il valore aggiunto culturale e sociale, ovvero gli effetti di lungo periodo che le attività culturali poste in essere generano sulla collettività, tra i quali la capacità di costruire reti e nuove partnership, di coinvolgere nuovi pubblici e di creare opportunità di socializzazione.

 

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