Nuove misure a favore del patrimonio regionale inserito nella lista dei siti Unesco per il Friuli Venezia Giulia. I nuovi stanziamenti sono stati approvati nel corso della seduta del Consiglio regionale che ha approvato, all'unanimità, il disegno di legge n. 51, di cui è relatore unico Diego Bernardis (Lega).

Con la nuova normativa, si afferma il carattere permanente dell'impegno della Regione per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio regionale Unesco, nella prospettiva di uno sviluppo integrato sostenibile dei territori interessati. Tale iniziativa richiama, nel rispetto delle singole sfere di competenza, soggetti pubblici e privati interessati a valorizzare e conservare il bene Unesco, prevedendo le condizioni per ottenere i finanziamenti regionali.

Per i finanziamenti annuali e ulteriori misure di sostegno, per l'anno 2019, si parla di complessivi 390mila euro; per i finanziamenti regionali annuali per gli anni 2020 e 2021, si parla di complessivi 780mila euro. Per l'avvio della gestione di nuovi siti culturali Unesco, la spesa regionale autorizzata per il 2021 è di 10mila euro mentre per i sostegni finanziari alle candidature di beni culturali, anche immateriali, che gli enti locali intendono presentare per il riconoscimento Unesco, tra le quali è inseritoanche il progetto per il Collio, la Regione prevede una spesa complessiva di 50mila euro per il triennio 2019-2021.

"Dobbiamo incentivare i luoghi che possono aumentare la nostra attrattività turistica", è stato commento dell'assessore a Cultura e Sport, Tiziana Gibelli, e del capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello. "Anche perché il turismo culturale dura 12 mesi all'anno", ha sottolineato la Gibelli.

IL CONTENUTO DEL DISEGNO DI LEGGE 

Il testo è articolato in sei Capi. Il Capo I prevede finalità e oggetto della legge, tra cui disciplinare le condizioni per il sostegno, da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, ai progetti di inserimento dei beni culturali, anche immateriali, presenti sul territorio regionale, nella lista del patrimonio culturale mondiale Unesco.

All’interno del Capo II si elencano i quattro siti regionali culturali Unesco: "Zona archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia", Gastaldaga con il Tempietto longobardo, il complesso episcopale e il museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, nell'ambito del sito "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)", il sito palafitticolo di Palù di Livenza e Santissima (Polcenigo), nell'ambito dei "Siti palafitticoli preistorici delle Alpi", la fortezza di Palmanova, nell'ambito del sito "Le opere di difesa veneziane del XVI e XVII sec. Stato di terra-Stato di mare occidentale". Vengono poi esplicitati i Programmi operativi e i soggetti che ne sono coinvolti. 

Il Capo III affronta le disposizioni relative al patrimonio culturale immateriale, il quale si identifica con "le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale".

Nel Capo IV vi è l'istituzione di un'apposita struttura volta a garantire supporto tecnico-operativo per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio mondiale culturale, anche immateriale, e per il sostegno ai progetti di inserimento di nuovi beni nella lista dell'Unesco. In via transitoria, tale sostegno è previsto anche per il progetto di candidatura del Paesaggio rurale Collio (Italia)-Brda (Slovenia) tra Isonzo e Judrio, già sostenuto con apposita delibera di Giunta di settembre 2018.

Nel Capo V, si afferma che fanno parte del patrimonio mondiale naturale riconosciuto dall'Unesco le Dolomiti
Friulane e d'Oltre Piave (Pordenone, Udine), nell'ambito del sito naturale "Dolomiti. 

 

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