“Questo Governo, in particolare il ministero che guido, insieme ai ministri Bonisoli e Costa, ha intrapreso un percorso finalmente concreto finalizzato a individuare, entro poche settimane, il nuovo terminal crocieristico. L’iter tecnico-amministrativo comporta tuttavia tempi senz’altro incompatibili con l’urgente necessità di ridurre ulteriormente i rischi connessi al transito delle Grandi Navi, emersa a seguito dell’incidente di domenica scorsa. Pertanto ho subito convocato l’Autorità Marittima, il Provveditore e l’Autorità Portuale di Venezia e contemporaneamente ho invitato le stesse autorità a riattivare il Gruppo di lavoro costituito nel marzo del 2017 e che ha già adottato l’ordinanza in vigore. Tutto questo allo scopo di mitigare nell’immediato il pericolo costituito dal passaggio delle Grandi Navi nello splendido bacino di San Marco”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, intervenendo al Question Time alla Camera.

“Ciò che mi preme chiarire dopo le accuse ricevute in questi giorni – ha aggiunto Toninelli - è che non esiste alcun progetto del Porto di Marghera; si tratta di un’idea, uno studio embrionale e non certo di una soluzione che da domani farebbe traslocare le Grandi Navi dalla laguna di Venezia. Mancano la VIA, la disciplina dello smaltimento dei fanghi e la relativa quantificazione economica. Non esiste uno studio di fattibilità tecnico-economica, dunque non esiste alcuna ipotesi progettuale. Non è mai stato formalizzato alcunché e al mio Gabinetto non è mai stato inviato nulla di quello di cui hanno parlato in molti in questi giorni. Quindi, non c’è mai stato nessun blocco da parte mia. Non vedo come si possano bloccare o abbandonare nei cassetti del Ministero progetti mai pervenuti”.

“Al contrario, subito dopo il nostro insediamento, abbiamo istituito presso il Mit un tavolo inter-istituzionale insieme al Ministero dell’Ambiente e a quello dei Beni culturali. Abbiamo dunque appreso dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino, dell’esistenza di un’analisi multicriteria delle alternative per la crocieristica di Venezia. E, dopo averne formalmente chiesto copia, giungevano sulla mia scrivania 13 idee di circa due paginette l’una. Nonostante, quindi, la evidente scarsità di elementi, i tecnici del Mit, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e degli altri due Ministeri competenti hanno approfondito le soluzioni che mi sono pervenute e, all’esito del confronto, abbiamo chiesto al Presidente Musolino di procedere, entro 90 giorni, alla redazione di un elaborato di fattibilità tecnico-economica di tre delle ipotesi progettuali avanzate, cioè Chioggia, Lido San Nicolò e Malamocco. Abbiamo fornito stringenti parametri di natura economica, urbanistica e ambientale. Questa decisione è stata subito condivisa con l’allora vice Ministro Rixi, oltre che con il Comune di Venezia e con la Regione Veneto".

Prosegue Toninelli: “Due settimane fa, sono arrivati solo due degli approfondimenti richiesti, in quanto l’ipotesi di Malamocco è stata ritenuta impraticabile dal Provveditore Linetti e dall’Autorità di Sistema portuale per ragioni ambientali. Inoltre è emersa la necessità di aggiornare la disciplina degli interventi di escavazione, trasporto e reimpiego dei fanghi estratti dai canali; infatti, qualsiasi soluzione che consenta l’approdo delle Grandi Navi fuori dal canale della Giudecca comporterebbe la necessità di rendere praticabili vie d’acqua alternative da sottoporre ad escavi e dragaggi”.

“A questo riguardo, lo scorso marzo, il Provveditore interregionale per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia ha richiesto un parere all’Avvocatura dello Stato circa la forma giuridica in cui tale disciplina dovrà essere adottata; a breve arriverà la risposta. Aggiungo che nel corso di questi mesi, al Mit si sono svolti vari incontri per raccogliere le istanze di tutti i soggetti interessati. Abbiamo ascoltato e continueremo ad ascoltare le istituzioni del territorio, le compagnie crocieristiche e i terminalisti di Venezia. In questi giorni, Ministeri coinvolti stanno tirando le fila e analizzando i progetti in possesso sotto molteplici aspetti. La soluzione definitiva dovrà certamente contemperare i bisogni di sicurezza dei cittadini da un lato e di salvaguardia dei lavoratori dall’altro lato con le esigenze ambientali, commerciali e turistiche, evitando ripercussioni negative in termini di impatto economico, produttivo e occupazionale”, ha concluso il ministro delle Infrastrutture.

 

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