“Senza pubblico non c’è equità, senza lavoro non c’è futuro: #futuroèpubblico”. E’ questo lo slogan della manifestazione nazionale organizzata l’8 giugno da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa, per chiedere il rinnovo dei contratti, un piano straordinario di assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e, in generale, maggiori risorse per i servizi pubblici. In piazza anche i sindacati dei lavoratori dei beni culturali: diverse le richieste delle sigle di categoria. A partire da un piano di occupazione straordinario negli organici del ministero per i Beni culturali fino ad arrivare al rinnovo dei contratti e a più risorse per il personale.

FP CGIL: RIFORMA DEL MIBAC RIPORTI AL CENTRO LA TUTELA

Al ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli “chiediamo un piano di occupazione straordinario che miri a coprire tutto il fabbisogno dell’organico. Chiediamo poi una riforma organizzativa che parta dal funzionamento dei servizi e che riporti al centro il sistema di tutela investendo su biblioteche, archivi e soprintendenze, rafforzandole”. Così ad AgCult Claudio Meloni, coordinatore della Fp Cgil per il ministero per i Beni culturali. Meloni sottolinea “la carenza di organico” al Collegio Romano: la situazione “rischia di diventare drammatica dal punto di vista della gestione concreta dei servizi”. “Situazione grave” anche per quanto riguarda “la tenuta dei servizi” e dal punto di vista “dell’organizzazione del lavoro”. Il sindacato chiede infine “un piano di revisione dei fabbisogni professionali perché attualmente l’organico è molto appiattito. Il fabbisogno è sottodimensionato, andrebbe rivisto”.

CISL FP: SERVE PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI

“Rivendichiamo un piano assunzionale che vada a coprire una carenza di organico che nel 2021 potrebbe essere di circa 8000 unità”, afferma ad AgCult Giuseppe Nolè, segretario nazionale della Cisl Fp Beni culturali -. Questo vuol dire non riuscire, nei prossimi 2 o 3 anni, a garantire l’apertura di musei, biblioteche, archivi di stato e tutte le azioni di tutela che le soprintendenze e i segretariati svolgono sul territorio”. Il sindacato chiede “alla funzione pubblica e al ministro Bonisoli di mettere in campo un piano straordinario di assunzioni”. C’è poi, spiega Nolè, un “problema di risorse per il personale del ministero. I colleghi sono coloro che svolgono un servizio essenziale - così è stato voluto da Franceschini - ma sono anche quelli meno retribuiti di tutto il settore pubblico”. La richiesta a Bonisoli è “di attingere le risorse per il fondo del personale utilizzando i biglietti dei musei. Chiediamo che venga utilizzato il 20% delle risorse per riempire il fondo del personale, per retribuire produttività e turnazione”. Infine il tema della valorizzazione delle professionalità interne: “Il personale del ministero - conclude Nolè - è molto qualificato, soprattutto quello di seconda area, ed è necessario mettere in campo tutte le iniziative possibili affinché possano svolgere il proprio ruolo a pieno”.

UIL PA: RINNOVARE IL CONTRATTO E AGEVOLARE IL TURN OVER

“Siamo qui per rivendicare risorse da stanziare per il rinnovo dei contratti, per coloro che già lavorano all’interno del ministero e in tutto il comparto culturale, ma anche per rivendicare un massiccio stanziamento per la campagna assunzionale”, spiega ad AgCult Federico Trastulli della Uil Pa Mibac. “Abbiamo un clamoroso sottorganico, reso ancor più grave dalle future uscite agevolate da Quota 100 e dalla legge Fornero - sottolinea Trastulli -. Dobbiamo governare una massa di siti culturali talmente grande - musei, archivi, biblioteche e luoghi culturali sparsi su tutto il territorio - che abbiamo bisogno di personale in continuazione”. Il sindacato chiede quindi “una massiccia politica che ci consenta di agevolare il più possibile il turn over generazionale di professionisti, addetti alla vigilanza, tecnici, informatici, amministrativi e tutti gli altri profili di cui siamo composti, per evitare di derogare dalla nostra missione istituzionale, che è quella di offrire servizi all’utenza e alla cittadinanza rendendo aperti i nostri siti con attività che prevedano la conservazione, la tutela e soprattutto la valorizzazione”.

 

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