“A fine mese ci sarà una riforma del Mibac su cui il Consiglio superiore dei Beni culturali, che il 18 giugno torna a riunirsi dopo un anno, non avrà tempo di fare una discussione. Cgil-Cisl-Uil presenteranno quindi un documento unitario affinché resti agli atti che almeno ci hanno provato. Dopodiché, se questa riforma passerà, dal primo luglio saremo pronti a far battaglia a tutti i livelli a cominciare dal dichiarare eventualmente lo stato agitazione del personale”. Lo ha detto Valentina Di Stefano, sindacalista della Cisl e rappresentante del personale Mibac nel Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici, intervenuta al convegno “La Legge 110 e gli archeologi: applicazione e prospettive” che si è tenuto nella Sala Isma del Senato.

“Stiamo per assistere all’ennesima riforma della riforma del Mibac senza che sia chiaro quale sia l’obiettivo – ha affermato Di Stefano -. Non si sa cosa diventeranno i Poli Museali. È ‘Romacentrica’, tutto fa meno che sostenere il territorio come chiedeva soprattutto il personale tecnico. Sembra più predisposta all’introduzione di un atteggiamento da sceriffi, da controllori di perizie ed appalti, indebolendo invece la parte tecnica del ministero. Parte tecnica di cui ho piena fiducia, mentre c’è una parte politica del ministero con cui è complicato costruire posizioni condivise”. 

Di Stefano ha poi sottolineato: “L’ex ministro Franceschini, che ho definito uno dei peggiori titolari del Mibac perché nei tre anni e mezzo in cui ha governato il Collegio Romano il sindacato non è stato preso in considerazione, è stato accusato di aver fatto una riforma del ministero sulla testa dei tecnici e del proprio personale. Oggi c’è un approccio differente perché il ministro Bonisoli ci convoca ogni due mesi e gli diamo proposte e suggerimenti. Però questi cadono regolarmente nel vuoto. Insomma, veniamo ascoltati e ignorati”. 

Di Stefano ha poi auspicato che “sia predisposta un’informazione dettagliata presso il personale del ministero, a partire dai sovrintendenti, per spiegare bene cosa preveda il decreto sugli elenchi professionali recentemente approvato dal Mibac. Ci sono poche idee ma confuse. Bisogna spiegare bene la normativa per governare i processi sul territorio ed evitare il sorgere di pasticci”.

 

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