“Sono lietissimo di essere presente all’avvio di questa XIII Conferenza delle città creative. Questa iniziativa sottolinea la grande importanza del ruolo dell’Unesco che l’Italia sostiene con grande convinzione. È una presenza, un ruolo proiettato sul futuro, sia attraverso la preziosa opera di salvaguardia e tutela di quel che abbiamo ricevuto nel mondo dalla natura e dai secoli passati, sia attraverso la progettazione della qualità della vita per il futuro nelle città e nel contesto della comunità internazionale”. Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di apertura della XIII Unesco Creative Cities Network Annual Conference di Fabriano, evento internazionale organizzato dal Network delle Città Creative Unesco.

L’appuntamento vede la partecipazione di rappresentanti delle 180 Città Creative del mondo e circa 500 ospiti tra delegati, istituzioni e personalità del mondo dell’arte e della cultura, provenienti da tutto il pianeta, per ospitare un dibattito sul futuro delle città nel XXI secolo. Nel corso della cerimonia di apertura sono intervenuti: Gabriele Santarelli, Sindaco di Fabriano; Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche, Maria Francesca Merloni, Ambasciatrice UNESCO per le Città Creative; Franco Bernabè, Presidente della Commissione nazionale per l’UNESCO; Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo; Xing Qu, Vice Direttore Generale dell’UNESCO.

“Poc’anzi – ha proseguito il presidente della Repubblica – il Direttore Generale Aggiunto dell’Unesco ha sottolineato il ruolo della cultura, presente anche nelle parole di Franco Bernabè e di Francesca Merloni. Ha detto che dobbiamo partire dalla cultura, e vorrei sottolineare queste parole: il confronto culturale, il dialogo culturale, lo scambio culturale costituiscono un mutuo arricchimento per tutti, per ciascuno nella comunità internazionale, che va a beneficio di ciascuno.È una condizione che ha forti e solidi precedenti nella storia".

“E’ stato ricordato, dal Ministro Bonisoli, Leonardo da Vinci. In questo 500º della sua morte non possiamo non ricordare come quel grande genio, italiano ed europeo, abbia riversato la propria arte, la propria cultura, la propria capacità e inventiva - da straordinaria personalità di cui era dotato - in diversi degli Stati in cui l’Italia era allora divisa, e poi in Francia”.

“Questa rete di scambi che attesta l’unicità della cultura oltre ogni confine è attestato anche dalla presenza a Fabriano della “Madonna Benois”, con un prestito della disponibilità dell’Ermitage di San Pietroburgo. Lo scambio, il prestito temporaneo di capolavori di grandi artisti del passato, è uno strumento che consente di far circolare la cultura, di sottolinearne l’unicità nella comunità internazionale. È una condizione, una prospettiva, una realtà di cui l’Unesco è punto nevralgico di raccordo”.

“Di questo dialogo culturale, l’Unesco è punto nevralgico nella comunità internazionale. Per questo ringrazio l’Organizzazione per quel che svolge con tanta efficacia”.

“Questa iniziativa si inserisce, inoltre, nel solco e nell’ambito dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite; sono tutti obiettivi cui la cultura non soltanto non è estranea, ma è elemento indispensabile per il loro perseguimento. Per questo tale evento è molto importante: è un elemento che si inserisce nel percorso internazionale dell’Agenda 2030”, ha concluso il capo dello Stato”.

Al termine il Capo dello Stato ha visitato il Padiglione UNESCO “Rinasco” e si è recato alla Pinacoteca Civica dove è esposta la “Madonna Benois”, capolavoro di Leonardo da Vinci in prestito temporaneo dall’Ermitage di San Pietroburgo.

 

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