Un approfondimento specifico ha riguardato il peso e la localizzazione dell’impresa culturale. Il confronto con gli altri Paesi europei sui dati Eurostat vede l’Italia molto forte rispetto alla numerosità d’imprese (prima in Europa) ma debole sul piano del contributo all’economia del Paese (solo quarta in Europa). Nel segmento più ristretto delle imprese operanti sui beni culturali si registra una minore presenza sia nel numero di imprese che nella occupazione generata (sesti in Europa). Tuttavia sul piano nazionale il segmento delle imprese operanti direttamente nella tutela e fruizione dei beni culturali ha un ruolo fondamentale nella messa a valore dei luoghi di cultura: la mappa per provincia della diffusione delle imprese e la mappa del livello dei servizi alla fruizione dei beni culturali tendono assolutamente a sovrapporsi sottolineando che c’è un reciproco contributo tra patrimonio valorizzato e crescita imprenditoriale. E’ quanto risulta da un’indagine fatta realizzare dai promotori della seconda Conferenza Nazionale dell’Impresa Culturale che, attraverso l’analisi di microdati ha prodotto una mappatura territoriale dell’Italia dalla quale emergono diversi elementi di riflessione, a partire proprio dal fatto che non esiste correlazione diretta tra presenza di patrimonio, attrattività e sviluppo territoriale.

 

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