“In pochi anni, Eunic è stato riconosciuto come partner leale e costruttivo per l'istituzione di una strategia dell'Ue per le relazioni culturali internazionali nel mondo, a cominciare dalla cooperazione rafforzata tra le delegazioni dell'Ue e gli istituti culturali dei paesi partner”. Lo ha dichiarato Silvia Costa (Pd), relatrice in Parlamento europeo del programma Europa Creativa 2021-2027 e presidente uscente della commissione Cultura del Pe, nel corso del suo intervento all’assemblea generale dell’Eunic - la rete che riunisce le istituzioni degli Stati membri dell’Unione Europea preposte alle relazioni culturali - sul ruolo della cultura nella politica esterna dell’Unione europea. Un intervento che ha seguito quello introduttivo del ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi. 

“Negli ultimi dieci anni, e soprattutto nella legislatura che si conclude in questi giorni, la cultura è stata al centro della politica europea, con un peso specifico che non aveva mai avuto prima d'ora. Non solo abbiamo accolto con favore una Strategia per le relazioni culturali internazionali dell'Ue - che è uno dei temi principali della conversazione odierna -, ma abbiamo anche adottato una Nuova agenda europea per la cultura, un programma Europa creativa 2021/2027 più ambizioso (e raddoppiato in fondi) e una nuova strategia per le industrie culturali e creative. L'Anno europeo del patrimonio culturale, per il quale ci siamo fortemente battuti, è stato un potente catalizzatore di questa nuova prospettiva. L'Anno europeo ha contribuito al riconoscimento del patrimonio culturale come elemento chiave nelle relazioni esterne dell'Ue, un'opportunità per rafforzare le iniziative esistenti e svilupparne di nuove che pongano il patrimonio culturale al centro delle relazioni dell'Ue con i paesi partner, basandosi sui loro interessi e bisogni e sulle competenze europee nel settore”.

“Questa nuova dimensione – evidenzia la Costa - è il prodotto di una ondata di consapevolezza e di un nuovo approccio integrato che il Parlamento europeo ha fortemente sostenuto, insieme alla Commissione europea, che ha portato alla strategia per le relazioni culturali internazionali dell'Ue. Siamo infatti più che mai consapevoli che senza una vera dimensione culturale, senza competenze per il dialogo interculturale, senza valorizzare la cultura come strumento di sviluppo economico, non è possibile rafforzare il progetto europeo e la strategia europea per le relazioni culturali internazionali”.

BIBLIOTECHE EUROPEE

La Costa ricorda quindi “il progetto pilota sulle biblioteche europee (per il quale chiediamo 1 milione di euro), ispirato alla grande biblioteca europea del Goethe Institute di Roma, mira a sostenere e promuovere una rete di biblioteche europee stabilite nelle capitali o nelle grandi città dell'Unione, come porta d'accesso ai libri di autori europei di tutti i tempi in lingua originale, dove ospitare lanci di libri e dibattiti pubblici. Questa rete dovrebbe inoltre incoraggiare la traduzione di prodotti letterari in altre lingue ufficiali europee”.

Le biblioteche europee dovrebbero agire in collaborazione con gli istituti nazionali di cultura di tutti gli Stati membri, con le istituzioni pubbliche locali o con altre organizzazioni settoriali pertinenti, costituendo così un primo punto di contatto per i cittadini europei nei loro paesi d'origine per promuovere la conoscenza delle tendenze letterarie contemporanee in Europa e favorire la circolazione delle opere europee”.

NO A RISPOSTE PREVALENTEMENTE ECONOMICHE, TECNOCRATICHE O DI SICUREZZA

“Oggi, di fronte alle sfide della globalizzazione, di internet, delle migrazioni, dei conflitti e della povertà in tutto il mondo, il rischio in Europa è quello di fornire risposte prevalentemente economiche, tecnocratiche o di sicurezza o di degenerare in spinte populiste e nazionaliste, emarginando la dimensione culturale dello sviluppo sostenibile, la necessità di dialogo interculturale e interreligioso, la fonte della nuova economia e il significato che il patrimonio culturale, l'espressione artistica e la creatività nelle relazioni internazionali possono rappresentare”.

“Le prospettive promettenti delle relazioni culturali internazionali dell'Ue sono oggi una realtà, anche grazie all'importante contributo di Eunic. Ora che sta per iniziare una nuova legislatura europea e che sta per insediarsi una nuova Commissione, mi auguro che tutto il lavoro svolto finora venga ulteriormente rafforzato nel prossimo quadro istituzionale, e conto sulla vostra vigilanza in materia. Il Parlamento uscente lascia un'importante eredità culturale: durante le ultime sessioni plenarie a Strasburgo, abbiamo concluso la prima lettura del Parlamento su tutti i fascicoli del Quadro finanziario pluriennale con maggiori risorse per la cultura (abbiamo raddoppiato Creative Europe e introdotto un nuovo schema per la mobilità degli artisti e degli operatori culturali che ora è anticipato dal progetto pilota i-Portunus, per esempio). E' di cruciale importanza che sia Eunic, sia i governi nazionali, agiscano come alleati strategici in questa fase”, ha concluso l’esponente dem.

 

Articoli correlati