“Occorre creare un fronte comune di alleanza tra i soggetti del mondo culturale, sociale e dell’istruzione per creare nuovi interessi culturali tra chi non ne consuma, a partire dall’incremento dei lettori. Un’impostazione di questo tipo porterà anche a costruire delle imprese solide che si trovano a collaborare su piattaforme e ruoli definiti”. Lo ha detto il presidente della Commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo, intervenendo alla seconda Conferenza nazionale dell’Impresa culturale organizzata a Palazzo Merulana a Roma da Federculture, Alleanza delle Cooperative Italiane, Agie e Forum del Terzo settore. 

Gallo aprendo il suo intervento ha ricordato di come il Movimento 5 Stelle abbia “commissionato al sociologo De Masi una ricerca “Cultura 2030” per analizzare le prospettive di sviluppo nel 2030 per il mondo culturale. Il primo dato significativo è che gli occupati saranno il 33%, con il settore culturale che sarà uno dei primi comparti di sviluppo”. 

Interessante sottolineare, secondo il presidente della VII Commissione di Montecitorio, 
che “la chiave nuova è che il mondo della cultura dà nuovi modelli per ragionare anche in termini di lavoro e di Pil. L’ultima legge di Bilancio ha inserito l’analisi del benessere ecosostenibile, cioè si misura il benessere ecosostenibile che ha prodotto una precedente legge di bilancio. Quello che vogliamo fare è iniziare a ragionare anche sulla proiezione del benessere. In questo modo si può fare una legge di bilancio in cui si vedono i fattori economici di sviluppo ma anche quelli dal punto di vista del benessere ecosostenibile. Così facendo si possono orientare le politiche pubbliche, ma forse anche quelle private”. 

Nel periodo di crisi (2007-2010), ha notato Gallo, mentre si riduceva l’occupazione dell’1,4% in tutti i settori, aumentava dello 0,7% nel settore culturale. “Il che dimostra come quello culturale sia un comparto anticiclico che cresce anche nei periodi di crisi”.

 

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