Diventò un vero e proprio genere, quello dei film musicali degli anni Sessanta, tanto da esserne definito con un termine ben preciso, i musicarelli. Legati strettamente al cantante protagonista, avevano come sceneggiatura le canzoni del repertorio dell’artista che, messe in sequenza più o meno coerentemente, delineavano lo svolgersi della storia raccontata sullo schermo. Ci furono musicarelli più strettamente di servizio, nel senso che si limitavano a mostrare uno dopo l’altro vari artisti alle prese con le loro canzoni, oppure i musicarelli turistici, ambientati in località vacanziere di moda (la Riviera Ligure, l’Arcipelago Napoletano) dove i cantanti si inserivano con i loro brani ma non avevano ruoli specifici nella sceneggiatura. I musicarelli avevano antenati illustri, vale a dire i film degli anni Cinquanta al servizio dei cantanti di quel periodo, come Claudio Villa o Beniamino Gigli. Del resto il primo film sonoro italiano si intitolava La canzone dell’amore, a testimoniare sin dall’inizio lo stretto legame tra canzoni e cinema.

Di questo universo musicale e cinematografico parleranno i critici, Luciano Ceri e Massimo Forleo, nel corso di un incontro-proiezione gratuito, mercoledì 19 giugno alle 17.30, nell’Auditorium dell’ICBSA (Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi), in via Caetani 32, nell’ambito delle manifestazioni per la Festa della Musica 2019.

 

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