Inaugurato domenica sera dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, dalla vicepresidente della Regione Toscana e assessore alla Cultura Monica Barni e dal sindaco di Pisa Michele Conti il Museo delle Navi Antiche. “Un luogo che racchiude un tesoro inestimabile, che racconta la storia della città di Pisa tra archeologia e leggenda”, ha detto Bonisoli al termine della cerimonia.

L'apertura del Museo agli Arsenali Medicei (riqualificati anche con fondi PORCreO Toscana 2007-2013) rappresenta la conclusione di un lungo percorso avviato nel 1998, anno del ritrovamento dei resti della prima nave. Un racconto lungo 1000 anni che ripercorre la storia della città, con 8000 reperti e 7 imbarcazioni di epoca romana. Un patrimonio straordinario restituito alla collettività dopo un lungo lavoro di recupero e restauro. Dalle 21 alle 23 in occasione della Luminaria di San Ranieri il museo è rimasto aperto a ingresso gratuito.

“Questo percorso, iniziato con la nascita del grande cantiere di scavo e restauro, ha visto negli anni un costante impegno del Mibac - ha ricordato il ministro -, che ha stanziato circa 17 milioni di euro, comprendendo ogni fase della realizzazione: dallo scavo fino al recupero degli Arsenali e l'allestimento delle sale espositive”. Per la vicepresidente della Toscana Barni si è trattato di “un esempio di leale collaborazione tra istituzioni” che ha coinvolto il Mibac, il Comune di Pisa e la Soprintendenza. 

Bonisoli ha poi aggiunto: “Il Museo rappresenta un orgoglio per i pisani e per gli italiani: siamo infatti di fronte a un’eccellenza tutta italiana, una di quelle esperienze che mettono in risalto le competenze e le qualità dei nostri professionisti, riconosciute a livello internazionale. Il Museo delle Navi antiche va ad arricchire il già ricco patrimonio della città di Pisa che forse, fino ad ora, non è abbastanza conosciuto come meriterebbe. Credo che la grande sfida della città per il futuro sia proprio questa - ha concluso il ministro -: valorizzare e aumentare l’intera offerta culturale, costruire un percorso che faccia rimanere i turisti a Pisa più della giornata passata in piazza dei Miracoli, alla scoperta degli altri bellissimi musei e monumenti che possiede.

IL MUSEO

Il Museo delle Navi Antiche di Pisa apre ufficialmente al pubblico dopo un percorso di ricerca e restauro durato vent’anni. Quasi 5000 metri quadri di superficie espositiva e 47 sezioni divise in 8 aree tematiche nelle quali saranno esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C., di cui quattro sostanzialmente integre, e circa 800 reperti per un museo che racconta un millennio di commerci e marinai, rotte e naufragi, navigazioni, vita di bordo e della storia della città di Pisa.

La concessione del museo è affidata a Cooperativa Archeologia, che ha seguito negli ultimi anni lo scavo archeologico e il restauro delle navi e dei reperti, sotto la direzione scientifica di Andrea Camilli, responsabile di progetto per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno.

Il Museo, allestito all’interno degli Arsenali Medicei sul lungarno pisano, espone le navi di età romana e i reperti a esse riferiti rinvenuti e restaurati presso il Cantiere delle Navi Antiche. L’adiacente complesso di San Vito ospiterà a breve il Centro di restauro del Legno Bagnato, struttura di rilievo internazionale nel restauro delle sostanze organiche, attualmente ospitata provvisoriamente presso il cantiere di scavo. Il centro, simbolicamente, fornirà il supporto alle onerose manutenzioni del museo e lo arricchirà costantemente con il suo lavoro.

Sono quattro le imbarcazioni integre esposte: l’ammiraglia Alkedo da 12 rematori, la Nave “I” ossia un grande traghetto fluviale, un secondo barcone con ponti e albero ben visibili e una piccola imbarcazione per il trasporto merci. A queste, si affiancano altre navi parzialmente recuperate e la ricostruzione di una porzione del cantiere di scavo. In mostra anche i carichi rinvenuti, che includono gli oggetti personali dei viaggiatori, con migliaia di frammenti ceramici, vetri, metalli, elementi in materiale organico, da giochi per bambini a capi d’abbigliamento, e anche i resti di un marinaio morto con il suo cane: un mosaico che copre mille anni di commerci, navigazioni, rotte, vita quotidiana a bordo e naufragi.

 

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