Il Patto per la Lettura, promosso dalla Regione Toscana,  “ha il valore di mettere ancora di più a sistema” le politiche messe in atto a livello regionale. Così Monica Barni, vicepresidente e assessore regionale alla Cultura, a margine della firma del Patto avvenuta presso l’auditorium di Palazzo Pegaso a Firenze, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa cui la Regione tiene in modo particolare.

“Da tanti anni – ha continuato la vicepresidente Barni - la Regione Toscana ha messo in atto politiche per la promozione del libro e della lettura, politiche che vedono la collaborazione di tante istituzioni tra cui le biblioteche, luoghi necessari e spazi importantissimi di socializzazione. L’azione che noi vogliamo fare è un’azione forte e culturale ma è soprattutto un’azione sociale e civile. Riportare al centro dell’attenzione il libro e la lettura significa voler creare e costruire una cittadinanza più consapevole, più aperta, più attenta, più in grado anche di esercitare i propri diritti. Per noi, la lettura è un dovere e un diritto di cittadinanza”.

Le iniziative, però, non si fermeranno alla firma del Patto. Altre azioni saranno sviluppate e tra queste, dal prossimo anno scolastico, verrà introdotta la lettura ad alta voce nelle scuole oltre all’avvio di una campagna di comunicazione diffusa su tutto il territorio toscano.  La vicepresidente Barni ha ricordato “la possibilità data a tutti i territori toscani di mettersi in vetrina al Salone del Libro di Torino. In più si svilupperà una politica continua sulle biblioteche. Il 19 di settembre, inoltre, siete tutti convocati per la prima riunione operativa sul Patto. Non ci fermiamo qui. Costruiremo insieme delle politiche sempre più efficaci”.

I FIRMATARI DEL PATTO PER LA LETTURA

Firmatari del Patto, ha spiegato Barni, “sono tutte le biblioteche, civiche ma anche di altri tipi, sono le Università. C’è poi una forte azione con l’assessorato all’Istruzione, ci sono i comuni, ci sono le associazioni, c’è il Centro per il libro e la lettura, il Ministero per i Beni culturali. Ci sono gli imprenditori, le librerie, i vari festival sul libro che si svolgono nella Toscana. Insomma, un’azione a 360° che si concretizzerà prima di tutto con una prosecuzione del sostegno alle biblioteche e ai festival di lettura. Una grandissima azione di lettura ad alta voce nelle scuole, a partire dagli asili nido fino alle scuole superiori. Un’azione completa per mettere al centro il libro e la lettura”.

“È un problema culturale - ha poi concluso Barni -, il fatto che in Italia non si legga. È un problema sociale, è un problema civile ma anche un problema che interessa tutta la filiera produttiva perché se non si legge non si capisce perché si debba continuare a scrivere e quindi si deve necessariamente alimentare il pubblico di quelli che non leggono”.

LA LETTURA AD ALTA VOCE NELLE SCUOLE

“Puntiamo molto su questa strategia didattica che ha delle ricadute enormi sugli apprendimenti”, ha aggiunto l’assessore regionale all’Istruzione, Cristina Grieco, in merito all’iniziativa della lettura ad alta voce nelle scuole. “Quest’anno, a partire dai nidi, lavoreremo molto con un’azione a carattere scientifico andando anche a monitorare e registrare gli incrementi di attenzione e di concentrazione, di riflessi a livello di orientamento di questa strategia che è una strategia molto molto potente e semplice allo stesso tempo”.

La Lettura ad alta voce, ha continuato l’assessore Grieco, “si va ad inserire nel più ampio patto della lettura a cui la vicepresidente sta lavorando da mesi quindi credo che sia un’azione importante di Regione Toscana in un momento in cui si parla di analfabetismo funzionale, scarsa lettura e anche di povertà educativa infantile perché  molti bambini e ragazzi vivono in famiglie in cui non si legge neanche un libro all’anno. È necessario puntare su questo, sulla lettura come porta per una visione e capacità di analisi, per un esercizio più consapevole della cittadinanza a partire dai più giovani”.

 

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