La commissione Bilancio, relatore il presidente Daniele Pesco (M5S), ha dato parere favorevole al presidente del Senato sul disegno di legge “Deleghe al governo per il riordino della disciplina in materia di spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali e del paesaggio”. La palla quindi passa ora alla presidenza di Palazzo Madama che assegnerà a una commissione (presumibilmente la 7a, Cultura e Istruzione) il testo che ha già ricevuto l’ok delle relazioni tecnico-normative, di costituzionalità e dell’analisi di impatto della regolamentazione. Il governo avrà tempo due anni per scrivere e approvare i decreti legislativi previsti dalle deleghe. Al momento, entrambe non comportano nuovi o maggiori oneri per le finanze pubbliche. Nel caso in cui uno o più decreti attuativi comportino impiego di nuove risorse, essi potranno entrare in vigore solo dopo l'adozione di provvedimenti legislativi che prevedano gli opportuni stanziamenti.

SPETTACOLO DAL VIVO - Per quanto riguarda la prima, le disposizioni tengono conto della mancata adozione dei decreti legislativi di riordino del settore per i quali vi era una delega analoga nel Codice dello Spettacolo adottato alla fine del 2017 dal precedente Parlamento, che recava appunto ‘Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia’. Scaduti lo scorso dicembre i termini per esercitare la delega, il governo ha optato per una legge nuova. L’iniziativa del governo intende ora intervenire sulle attività teatrali; attività liriche, concertistiche, corali; attività di danza classica e contemporanea; attività musicali popolari contemporanee; attività circensi tradizionali e nelle forme contemporanee del circo di creazione; spettacolo viaggiante; carnevali storici e rievocazioni storiche. La delega richiama espressamente i princìpi elencati nel Codice dello Spettacolo del 2017, che affidano alla Repubblica la promozione dello spettacolo dal vivo, in tutte le sue varianti, quale “fattore di sviluppo, anche economico e non solo culturale, e il riconoscimento del suo valore educativo, nonché della sua utilità sociale”.

Nel nuovo Codice dello spettacolo verrà affrontata anche la questione dell’abolizione degli animali nei circhi. “Vanno tolti perché non hanno niente a che vedere con la cultura e lo spettacolo. E’ una battaglia di civiltà che altri Paesi hanno già intrapreso”, ha detto a più riprese Bonisoli. A quanto apprende AgCult il decreto attuativo per dire stop all’uso degli animali nei circhi sarebbe già pronto.

BENI CULTURALI - La delega sul Codice dei Beni culturali punta a un riordino sistematico della materia, di particolare complessità tecnica, anche al fine del necessario adeguamento alle importanti riforme intervenute successivamente all'emanazione del codice (Codice dei contratti pubblici e Codice del Terzo settore), nonché al diritto internazionale (si citano nella relazione al testo, come esempio, la ratifica della convenzione La Valletta in materia di archeologia, o la convenzione di Nicosia contro il traffico illecito e la distruzione di beni culturali). Il governo intende inoltre rafforzare la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, trattandosi di “valori primari potenzialmente compromettibili, al fine di evitare o contenere il più possibile effetti lesivi, quali la perdita del patrimonio culturale, che non sono più rimediabili”.

 

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