Nel quadro di una crescita sostenibile, uno dei settori con maggiore potenziale per valorizzare il patrimonio territoriale del Paese è quello delle attività connesse al turismo che, nel 2015, hanno generato il 6% del valore aggiunto totale dell’economia, una quota simile a quella del comparto delle costruzioni. Lo rileva l’Istat nel Rapporto annuale 2019.

Il turismo è una preziosa opportunità di sviluppo locale. Lo è soprattutto per le aree in cui sono presenti svantaggi strutturali legati a fattori di localizzazione che ostacolano la specializzazione in altre attività produttive. Delle presenze turistiche (oltre 428 milioni nel 2018, record storico: +1,8 per cento rispetto al 2017) più del 20 per cento si registra proprio nei comuni geograficamente e/o logisticamente più isolati. Infatti, di questi, il 70 per cento è classificato come “area interna periferica” o “ultra-periferica” e, nonostante i limiti di accessibilità, in quelli a maggiore attrattività il turismo è un’opportunità di crescita anche sul piano demografico e sociale: tra il 2011 e il 2017 la loro popolazione è cresciuta del 2,1 per cento e nel periodo 2012-2016 il reddito per contribuente è aumentato del 6,5 per cento , due punti percentuali in più della media nazionale.

IL CONFRONTO IN EUROPA

Nel 2018, nonostante il record di presenze, la capacità di attrarre turisti è risultata inferiore sia rispetto ad alcuni storici competitor (Spagna, Regno Unito e Germania) sia a paesi ora emergenti come nuove destinazioni turistiche (per esempio Lituani e Lettonia).

 

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