“Oggi inauguriamo il Ninfeo degli Specchi, proprio in occasione del solstizio d’estate e, con la musica di Corelli, rendiamo anche omaggio alla Festa della musica che si celebra in tutti i luoghi della cultura italiani”, così Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo, ad AgCult nel giorno dell’inaugurazione del ninfeo. “Dopo 300 anni - ha continuato la direttrice - torna a risuonare il rumore dell’acqua, l’acqua che i Farnese avevano ricreato in questo giardino segreto e delle delizie, che accoglieva ospiti internazionali e che è un luogo che si rifà ai modelli degli antichi ninfei”. 

Un’alternanza di giochi e scherzi d’acqua che porta ancora una volta il giardino dei Farnese a far parlare di sé, dopo gli Horti Farnesiani, il Ninfeo della Pioggia e la sistemazione del roseto Palatino. Il Ninfeo degli specchi, ha spiegato Alfonsina Russo “doveva essere una grotta, aveva una volta, era decorato da statue, da satiri che reggevano degli specchi, quindi giochi di luce e giochi d’acqua che sorprendevano gli ospiti”. E di questi satiri - tre in totale secondo l’originale progettazione – Alfonsina Russo ha reso noto che ne è stato ritrovato uno “nei depositi del Palatino e sarà a breve esposto nelle Uccelliere”.

IL NINFEO DEGLI SPECCHI: PARADISO DEI FARNESE

Il Ninfeo degli Specchi, ha illustrato la direttrice Russo durante l’inaugurazione, “ebbe il suo splendore soprattutto con Odoardo dei Farnese, duca di Parma, che sposò qui Margherita dei Medici e, per l’occasione, cercò di far risplendere i giardini farnesiani nel momento dell’apogeo della famiglia. Si avvia così un processo di splendore e riproposizione di questi giardini. Mai però l’acqua ha ripreso il suo suono dal tempo dei Farnese”. 

E di questo è molto orgogliosa, perché “facciamo risentire al pubblico il suono dell’acqua, fondamentale per la visita e per riuscire a capire cos’erano questi luoghi. Il Ninfeo sarà presto anche ricoperto dei mosaici, che si affiancheranno al mosaico originale che raffigura il giglio dei Farnese. Questi mosaici saranno restaurati in autunno, quando si spengeranno le fontane, per la ripresa in primavera” dei giochi d’acqua.

“Sono molto felice – ha poi aggiunto Russo – perché questa iniziativa rientra in un progetto di rifunzionalizzazione di tutte le fontane antiche e moderne del Palatino, quelle dei palazzi reali e quelle della fase dei Farnese”. La valorizzazione del colle Palatino, infatti, ha concluso Russo, “passa anche per il ripristino degli antichi contesti in una passeggiata che da oggi si arricchisce anche del suono dell’acqua”.

I LAVORI DI RESTAURO

Il ninfeo, caduto in disuso con l’abbandono e il degrado del giardino farnesiano, rivive oggi grazie ad un’installazione a cura dell’architetto paesaggista Gabriella Strano. “Da oggi – ha dichiarato Strano – sarà possibile vedere il fascino dell’acqua che ritorna dopo tanti anni. La cosa emozionante è il fatto che dal degrado degli Horti Farnesiani, troppo costosi per il mantenimento, viene ridata voce al tema dell’acqua. Come sparisce la fontana dei platani, di cui non c’è più traccia, anche la parte sotto non venne più utilizzata e quindi parte in disuso”.

È Giacomo Boni, primo storico direttore del Foro Romano e del Palatino, che nella sua pubblicazione del 1914, “L’Arcadia del Palatino, descrive la riscoperta della fontana farnesiana, denominata anticamente de gli Spechi per le decorazioni e la presenza di satiri a tutto tondo che trattenevano degli specchi. “Alcuni – ha suggerito Alfonsina Russo nel ripercorrere la storia del Ninfeo - ipotizzano che il ninfeo sia stato progettato da Pirro Ligorio per la presenza di una nota di 80 scudi per la realizzazione di un’opera che però non sappiamo se fosse proprio questa”.

Il restauro, ha spiegato Gabriella Strano, “è stato suggerito dallo schema originario perché le fonti ci parlano di un ninfeo chiuso, dalla presenza di una volta da cui cadeva questa pioggia di zampilli che riproducono il getto che veniva dall’alto e dalle nicchie”. Il materiale utilizzato, poi, fa parte del “materiale tipico dei ninfei, si ispira a quelli antichi con incrostazioni di roccia, selce e paste vitree. È il concetto del ninfeo antico che viene riproposto”. E infatti, il progetto moderno, allestito nel rispetto del manufatto storico-artistico, suggerisce il fascino degli antichi giochi e scherzi d’acqua che un tempo sorprendevano gli ospiti della famiglia Farnese.

 

Articoli correlati