“In occasione della Festa della Musica 2019 rilanciamo dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, insieme al direttore Valentino Nizzo, l’appello per l’iscrizione del Bel Canto e dell’Opera Lirica italiana a patrimonio mondiale dell’umanità. Ormai hanno aderito tutte le Fondazioni liriche italiane, i conservatori musicali, e arrivano adesioni anche dal resto del pianeta perché tutti riconoscono che il Belcanto e l’Opera Lirica sono nati in Italia”. Lo ha dichiarato l’ex ministro, ora presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, rilanciando dal Museo Etrusco di Villa Giulia la campagna per l'iscrizione del "Bel Canto e Opera Lirica Italiana" nella Lista del Patrimonio culturale immateriale mondiale dell'Unesco.

“E’ italiano il più antico Teatro Lirico al mondo, il San Carlo di Napoli; tutti i tenori del mondo cantano almeno ‘O’ Sole mio’; i grandi compositori italiani e stranieri hanno composto opere in italiano. Quindi, se i cinesi già dal 2010 hanno iscritto l’Opera lirica cinese, vogliamo avere almeno la candidatura e poi iscrivere il Bel Canto italiano? Questo è l’appello che lanciamo al Mibac e al Miur”.

Il Museo nazionale Etrusco, gli ha fatto eco Nizzo, “ha grande piacere nel sostenere la causa del riconoscimento del Bel Canto e dell’Opera Lirica Italiana come patrimonio Unesco. C’è un motivo per cui ne siamo particolarmente felici, ovvero per il ruolo che veniva riconosciuto nell’antichità agli etruschi come promotori della musica e inventori di tanti strumenti musicali, dalla tromba al doppio flauto. Strumenti – spiega il direttore - con i quali combattevano ma sapevano anche cacciare: fonti romani ci raccontano infatti di come fossero in grado con il semplice suono di poter domare gli animali più selvaggi. Ci fa piacere quindi sostenere un’arte così importante”.

 

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