“Occorre fare uscire quanto prima una ‘Carta dell’educazione al patrimonio culturale’”. Questo l’appello rivolto da Francesco Scoppola, direttore della Dg Educazione del Mibac, chiudendo a Roma il convegno “Italia Europa. Le nuove sfide per l’educazione al patrimonio culturale”, promosso e organizzato dal Mibac - Direzione Generale Educazione e Ricerca, dall’università La Sapienza - Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo, Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici e da Icom Italia, con la partecipazione del Consiglio d’Europa.

“Il mio timore è che si finisca come la Carta di Roma – ricorda Scoppola -. Non dimentichiamo che per elaborare la Costituzione Europea, all’inizio degli anni Duemila, in occasione della speranza che questa Carta si firmasse a Roma, erano stati mobilitati migliaia di tavoli, concertazioni, bozze, rappresentanze di tutti i Paesi. E alla fine siamo andati a inciampare sui due referendum in Olanda e Francia che hanno stoppato l’iter costituente, cosicché oggi l’Ue continua a essere acefala, senza principi e senza valori”.

“Condivido l’idea di una bozza della ‘Carta dell’educazione al patrimonio culturale’, che nessuno debba avere l’ultima parola e che i documenti definitivi possono essere sempre perfezionati, aggiornati e migliorati – afferma Scoppola -. Però, se è vero che bisogna andare con la lentezza dell’educazione dei secoli, è altrettanto vero che bisogna andare con l’immediatezza e l’urgenza del tempo che fugge. Per cui, chiunque voglia produrre una bozza, senza attendere quella del Mibac, è graditissimo”. 

Insomma, sottolinea Scoppola, una “Carta dell’educazione al patrimonio culturale” occorre “farla uscire con una certa urgenza, almeno per avere ascolto e preparazione. Non voglio mettere fretta, però da oggi a settembre cerchiamo di stringere, serrare le fila e arrivare a un risultato con l’appoggio di tutti. Non rinviamola, sennò rischiamo di restare nella dimensione di ciò che si doveva fare e non si è fatto”. 

 

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