"Credo che tutte le istituzioni culturali abbiano una responsabilità in materia di creazione di un pensiero critico: l'apporto che le istituzioni culturali possono dare oggi è proprio la costruzione di un pensiero critico, fondamentale per capire la complessità della società in cui viviamo e che invece manca sempre di più". Lo ha sottolineato Cristina Da Milano, presidente di Eccom, al termine del panel "Narrazioni plurali: i musei di domani" che si è tenuto a Milano nell'ambito di ArtLab 2019.

"I musei - spiega - nascono come luoghi dove si studiano e si valorizzano le testimonianze del passato. E' evidente quindi che i musei sono istituzioni culturali che hanno come missione quella di dare un senso alle testimonianze del passato e di renderle attuali e vive per il presente. Questo ha una rilevanza più ampia e non solo culturale, dal momento che è evidente che c'è un ruolo di conservazione e trasmissione del passato, che diventa anche un modo per riconoscersi nel passato e un modo per attualizzare il valore che hanno creato le collezioni e i musei".

"I valori su cui si basano le collezioni dei musei, infatti, sono valori che sono stati sempre socialmente costruiti. I valori che hanno portato alle grandi collezioni museali del passato sono i valori che dovevano rafforzare il ruolo dominante di certe elite, di certi gruppi culturali. Adesso il tema è che i musei hanno una responsabilità riconosciuta nel rappresentare tutte le compagini della società attraverso i valori che questa società esprime. Questo è un tema che viene affrontato nella Convenzione di Faro, che il nostro Paese non ha ancora ratificato, ma che dice proprio questo: il valore dell'istituzione culturale viene sminuito se non c'è un riconoscimento di questo valore da parte delle comunità che vivono quotidianamente accanto a queste istituzioni", conclude Da Milano.

 

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