"Adesso c'è da lavorare sulle piste che abbiamo aperto, e sono tante. L'Anno europeo del patrimonio culturale è stato un catalizzatore di attenzione sulla dimensione culturale delle poltiche europee e sul fatto che solo una dimensione culturale può salvare il progetto stesso dell'Europa, che è stato sbilanciato negli scorsi anni su una risposta prevalentemente finanziaria e securitaria". Lo ha ricordato l'esponente dem Silvia Costa - relatrice in Parlamento europeo del programma Europa Creativa 2021-2027 - intervenendo al panel "Cosa bolle in pentola a Bruxelles? Il settore culturale e creativo nel ciclo di programmazione europeo e nazionale 2021-2027", che si è svolto a Milano nell'ambito di ArtLab 2019.

"La politica culturale non si può ridurre a un solo programma, ma con l'aiuto di un pensiero forte abbiamo lavorato per cercare di far capire - a livello europeo ma anche nazionale e regionale - che ci deve essere uno sforzo di visione", ha evidenziato la Costa, ricordando che “l’Europa in questi ultimi anni ha impresso una svolta molto importante sulle politiche culturali e su quelle che mettono al centro il patrimonio culturale nelle tre dimensioni: tangibile, intangibile e digitale”.

 

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