“Non sono un tecnico ma se tutti gli addetti ai lavori, a cominciare dagli editori, ritengono che questa legge ostacola la diffusione del libro, forse bisognerebbe ascoltarli”. È questa la frase incriminata pronunciata da Antonio Scurati, fresco vincitore del Premio Strega 2019, che avanza critiche nei confronti della proposta di legge in discussione alla Camera e che lunedì dovrebbe arrivare in Aula sulla promozione della lettura. Posizioni analoghe a quelle espresse dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie), Franco Ricardo Levi. Le parole di Scurati hanno però fatto saltare sulla sedia più di un’associazione della filiera del libro che da tempo si battono per ottenere un sostegno al settore e che vedono in questa proposta, se non la panacea di tutti mali, sicuramente un valido strumento di aiuto in un periodo di profonda crisi per la lettura in Italia e per il mercato del libro. 

ADEI EDITORI INDIPENDENTI

Adei, l’Associazione degli editori indipendenti, che rappresenta oltre 200 marchi (fra gli altri E/o, Fazi, Iperborea, Minimum Fax, Marcos y Marcos, Claudiana, Babalibri, Nottetempo, Voland e tanti altri) replica ad Antonio Scurati. Ribadendo che “la legge rappresenta un ottimo primo passo nella giusta direzione per promuovere la lettura, sostenere le librerie, specie le independenti, e riequilibrare il mercato del libro ripristinando garanzie di libera concorrenza”.

“Scurati, coscientemente o meno, sembra invece parlare avendo innanzitutto presenti gli interessi dei grandi gruppi e dei grandi player online, Amazon in testa, comprensibilmente preoccupati perché questa legge, sull’esempio di Francia, Germania e della maggioranza  dei paesi europei, può incrinare gli oligopoli esistenti, e garantire bibliodiversità e pluralismo. Il provvedimento non è ovviamente la panacea dei tanti mali del mondo editoriale, molto altro si può e si potrà fare. Oggi riteniamo però importante che sia garantita, senza indugio, la sua approvazione”. 

SIL CONFESERCENTI

Amareggiati anche i rappresentanti del SIL – Sindacato Italiano Librai di Confesercenti. Una volta di più vediamo capovolto il problema - spiega Cristina Giussani -: il prezzo del libro lo stabilisce l’editore, non il libraio, ultimo anello della catena. Se si ritiene che i libri in Italia costino troppo cari e che questo sia un deterrente alla lettura, sono gli editori che devono prendere provvedimenti, non i librai. La legge sulla promozione della lettura individua i librai come elemento fondamentale per la promozione della lettura sul territorio e per questo è stato inserito un articolo a carattere economico che cerca di riallineare la concorrenza dei vari attori, librerie indipendenti, librerie di catena, grandi siti on-line”, continua Giussani. 

“Per questo la proposta di legge è sostenuta dalle associazioni di librai, dagli editori indipendenti, dai rappresentanti editoriali e da molti autori; mentre è messa in discussione dai grandi gruppi editoriali. Non dimentichiamoci – conclude la presidente SIL - che le librerie indipendenti sono quelle che più di tutte propongono gli editori medio piccoli, spesso indipendenti rispetto ai grandi gruppi editoriali, garantendo ai lettori la possibilità di scegliere in libertà e democrazia cosa leggere”.

ALI CONFCOMMERCIO

Rammaricato Paolo Ambrosini, presidente di Ali-Confcommercio che spiega: “Come abbiamo più volte dichiarato e spiegato è proprio l’attuale assetto legislativo, che punta a promuovere il libro attraverso il prezzo e non per i suoi contenuti, la causa principale della disaffezione alla lettura anche da parte delle nuove generazioni”. 

“Sono certo – conclude il Presidente di Ali-Confcommercio - che il professor Scurati, molto attento alla promozione del libro e della lettura, vorrà tenere in considerazione il punto di vista dei librai italiani e non solo dell’associazione italiana editori che in questo momento rappresenta soprattutto le posizioni dei grandi gruppi editoriali e non di tutta l’editoria italiana”.

 

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