Sono 180 i milioni di euro che verranno utilizzati per finanziare interventi al fine della tutela del patrimonio culturale. Di questi, 90 milioni saranno utilizzati nel 2019 e i restanti 90 milioni nel 2020. Il prospetto degli interventi e dei finanziamenti da essi ricevuti è allegato al decreto ministeriale 265/2019 del Ministero per i Beni culturali.

Le risorse fanno riferimento alla Legge di stabilità 2015 con la quale è stato istituito, presso il Mibac, il Fondo per la tutela del patrimonio culturale. Tale Fondo, stabiliva la stessa Legge, sarebbe stato utilizzato nell'ambito di un programma triennale che il Mibac avrebbe dovuto trasmettere, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE). Con il programma, si sarebbero individuati “gli interventi prioritari da realizzare, le risorse agli stessi destinate e il relativo cronoprogramma, definendo altresì le modalità di definanziamento in caso di mancata attuazione degli interventi programmati”. Il programma di interventi ha ricevuto i pareri favorevoli delle diverse Direzioni generali del Ministero oltre che quello delle Commissioni Cultura di Camera e Senato.

BONISOLI

“Un’attenzione al patrimonio che necessita di interventi di tutela – ha dichiarato il Ministro Bonisoli - e che è frutto di un puntuale lavoro di ricognizione sui territori, attraverso il coinvolgimento di tutti gli istituti periferici del Ministero. Tra le priorità, il restauro dei beni culturali, in particolare quelli colpiti da calamità naturali; il recupero di aree paesaggistiche degradate, la prevenzione contro i rischi sistemici e ambientali, ma anche l’efficientamento energetico e il miglioramento dell’accessibilità, intesa come obiettivo per la partecipazione e l’inclusione sociale”.

GLI INTERVENTI A LIVELLO SETTORIALE

I 180 milioni di euro vengono ripartiti, in una tabella allegata al decreto ministeriale, in nove settori: Archeologia, Arti, Archivi, Biblioteche, Poli museali, Musei autonomi, Educazione e ricerca, Art Bonus e Varie.

Il settore che riceve la maggior parte delle risorse è quello delle Arti, a cui si destina il 26,67% del totale con risorse per 48.001.596,24 euro. Segue il settore dei Poli museali a cui si destina il 19,02% dei fondi per un totale di 34.237.162,25 euro.

A seguire i Musei autonomi con il 14,29% delle risorse (25.716.917,24 euro), il settore Archeologia con il 14,08% delle risorse (25.352.657 euro), il settore Archivi con l’8,33% (15 milioni di euro), le Biblioteche con il 7,11% delle risorse (12.793.019,05 euro)e il settore Educazione e ricerca con il 2,41% (4.339.752,60 euro). 

All’Art Bonus va l’1,67% delle risorse con 3 milioni d euro stanziati mentre la voce varie copre il 6,42% del totale con 11.558.895,62 euro.

LA RIPARTIZIONE A LIVELLO REGIONALE

A livello regionale, le risorse (il 21,63%) si concentrano prevalentemente nella regione Lazio, che riceve un finanziamento di 38.936.150,06 euro. Segue la regione Campania con l’11,66% delle risorse e 20.988.371,24 euro finanziati e la regione Toscana con il 10,71% delle risorse per 19.283.176,72 euro. Tutte le altre regioni ricevono un finanziamento inferiore al 7% del totale con l’unica eccezione del Trentino che non riceve finanziamenti.

I principali interventi sulle due annualità riguardano, ad esempio: a Roma, sia il Monumento a Vittorio Emanuele II (3, 9 milioni di euro) sia la Crypta Balbi (3,5 milioni di euro); a Pisa, l’Acquedotto Mediceo di San Giuliano (3,2 milioni di euro); a Napoli, Castel Sant’Elmo e il Museo Archeologico Nazionale (ciascuno finanziato con 3 milioni di euro) e, a Bologna, l’ex Convento dell’Annunziata (2,1 milioni di euro).

Inoltre, la programmazione biennale prevede oltre 17, 6 milioni di euro per lavori urgenti e imprevisti, in particolare nel settore Archivi, e la disponibilità di somme utili per il cofinanziamento dei progetti Art Bonus, ossia che hanno ottenuto il sostegno economico attraverso il mecenatismo di privati.

 

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