Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono entrate nella lista dei paesaggi culturali patrimonio dell’umanità. La proclamazione è avvenuta il 7 luglio a Baku, in occasione della 43esima sessione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco, con delibera unanime dei 21 Stati membri del Comitato. Salgono così a 55 i siti italiani tutelati dall’Unesco ma l’Italia perde il primato di Paese con il più alto numero di siti patrimonio Unesco. O meglio, lo condivide: anche la Cina, infatti, ha raggiunto il numero di 55 siti iscritti nella World Heritage list. A Baku il Paese del Dragone ha incassato due sì: l’Unesco ha inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità le rovine archeologiche della città di Liangzhu e le riserve ornitologiche degli Uccelli Migratori situate lungo la costa del Golfo di Bohai nel Mare Giallo (fase I).

LE COLLINE DEL PROSECCO

La Decisione del Comitato Unesco, nel riconoscere l'autenticità e l'integrità del sito italiano, l’efficacia del sistema di protezione e gestione messo in atto dalla autorità italiane, ne sottolinea il valore quale paesaggio vitivinicolo emblematico, prodotto del lavoro dell'uomo che ha saputo adattarsi e trasformare, in armonia, un contesto ambientale difficile per la particolare geomorfologia, sviluppando pratiche specifiche per l'uso del suolo. A Baku attendevano il verdetto dell’Unesco il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, i sottosegretari ai Beni culturali e agli Esteri, Lucia Borgonzoni e Guglielmo Picchi, il governatore del Veneto, Luca Zaia. Lo scorso anno il progetto “Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” fu rinviato per non aver raggiunto la maggioranza dei delegati necessaria per conquistare l’inserimento diretto nella lista Unesco. La sessione si concluse infatti con 12 voti a favore del dossier e 9 contrari. In quell’occasione, alla candidatura italiana fu richiesta una integrazione tecnica al dossier.

LAVORO DI SQUADRA

Il primo a commentare sui social la notizia è stato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi: “Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese”, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana. A ruota sono seguite le esultanze social dei due vicepremier (“Il riconoscimento dell’Unesco è una bella notizia per tutto il sistema-Paese”, ha detto Luigi Di Maio. “Evviva!!!”, ha affermato Matteo Salvini). “Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta”, ha ricordato Luca Zaia.

BONISOLI: MANTENERE ALTI GLI STANDARD

“Un altro obiettivo centrato - commenta il ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli - Ancora una volta il nostro Paese, con 55 siti in lista, dimostra di avere eccellenze uniche al mondo e si conferma tra le nazioni con il maggior numero di luoghi e attività inserite nel patrimonio Unesco. C’è di che esserne fieri ma è anche una grande responsabilità perché bisogna mantenere alti gli standard. Questo Governo sta lavorando non soltanto per confermare annualmente la presenza dei nostri luoghi e delle nostre attività culturali nella World Heritage list ma per far sì che le tantissime altre unicità del nostro Paese possano presto entrarne a far parte”.

CENTINAIO: PAESAGGIO CULTURALE DI VALORE MONDIALE

“Un grande riconoscimento - ha sottolineato Gian Marco Centinaio - che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale. Una terra dalla quale nascono i frutti che danno vita a uno dei prodotti che più caratterizza l’eccellenza del nostro made in Italy”. “Questo riconoscimento è un punto di partenza per il futuro. Adesso la sfida che ci attende è quella della conservazione dei caratteri specifici e tradizionali di questo splendido territorio quale patrimonio da trasmettere alle future generazioni, a beneficio dell’intera umanità”, ha concluso Centinaio.

BORGONZONI: L’ITALIA METTE A SISTEMA LA SUA RICCHEZZA

“Un importante e atteso riconoscimento che premia ancora una volta la capacità dell’Italia di mettere a sistema e valorizzare la sua ricchezza culturale, le sue realtà paesaggistiche, la sua innata vocazione a creare bellezza e qualità.  Dopo un lungo lavoro di squadra le Colline del Prosecco entrano finalmente nel Patrimonio Unesco - ha affermato Lucia Borgonzoni - Le Colline del Prosecco sono uno dei territori più belli e ricchi del Paese, espressione della nostra capacità di interagire positivamente con il territorio, di valorizzarlo e rispettarlo nello stesso tempo. Ed è questa alleanza con il paesaggio, di cui il Made in Italy è espressione, che oggi ci premia ancora una volta”.  

DALLA VAL CAMONICA ALLE COLLINE DEL PROSECCO: I 55 SITI ITALIANI

Questa la lista dei 55 siti italiani dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco:

VALLE CAMONICA – L’Arte Rupestre (1979); MILANO – Il “Cenacolo” di Leonardo da Vinci in Santa Maria delle Grazie (1980); ROMA – La città storica (1980-1990); FIRENZE – Il Centro Storico (1982); PISA – La Piazza del Duomo (1987); VENEZIA E LA SUA LAGUNA (1987); SAN GIMIGNANO – Il Centro Storico (1990); MATERA – I Sassi (1993); VICENZA – La città e le ville palladiane nel Veneto (1994-1996); NAPOLI – Il Centro Storico (1995); CRESPI D’ADDA – L’insediamento industriale (1995); SIENA – Il Centro Storico (1995); FERRARA, città del Rinascimento e il suo Delta del Po (1995-1999); PIENZA – Il Centro Storico (1996); CASTEL DEL MONTE (1996); RAVENNA – I Monumenti Paleocristiani (1996); ALBEROBELLO – I Trulli (1996); LE RESIDENZE DELLA CASA REALE DI SAVOIA IN PIEMONTE (1997); PADOVA – L’Orto Botanico (1997); PORTO VENERE – Le cinque terre e Isole di Palmaria, Tino, Tinetto (1997); AGRIGENTO – L’area archeologica (1997);

MODENA – La Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande (1997); AMALFI – La Costiera Amalfitana (1997); POMPEI, ERCOLANO E TORRE ANNUNZIATA – Le aree archeologiche (1997); BARUMINI – Il villaggio nuragico “Su Nuraxi” (1997); PIAZZA ARMERINA – La Villa Romana del Casale (1997); CASERTA – La Reggia, il Parco, San Leucio e l’acquedotto Vanvitelliano (1997); CILENTO – Il Parco Nazionale e il Vallo di Diano, Paestum, Velia e la Certosa di Padula (1998); URBINO – Il Centro Storico (1998); AQUILEIA – L’Area Archeologica e la Basilica Patriarcale (1998); TIVOLI – Villa Adriana (1999);

ISOLE EOLIE – Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea (2000); VERONA – La città (2000); ASSISI – La Basilica di San Francesco e altri siti Francescani (2000)); TIVOLI – Villa d’Este (2001); VAL DI NOTO – Le città Tardo Barocche (2002); SACRI MONTI DEL PIEMONTE E DELLA LOMBARDIA (2003); VAL D’ORCIA (2004); CERVETERI E TARQUINIA – Le necropoli etrusche (2004); SIRACUSA E LE NECROPOLI RUPESTRI DI PANTALICA (2005); GENOVA – Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli (2006); LA FERROVIA RETICA nei paesaggi di Albula e Bernina (2008);

MANTOVA E SABBIONETA (2008); LE DOLOMITI (2009); IL MONTE SAN GIORGIO (2010); SITI PALAFITTICOLI PREISTORICI NELL’ARCO ALPINO (2011); I LONGOBARDI IN ITALIA. I LUOGHI DEL POTERE (568-774 D.C.) (2011); VILLE E GIARDINI MEDICEI IN TOSCANA (2013); IL MONTE ETNA (2013); I PAESAGGI VITIVINICOLI DEL PIEMONTE: LANGHE – ROERO E MONFERRATO (2014); PALERMO ARABO-NORMANNA E LE CATTEDRALI DI CEFALÙ E MONREALE (2015); FORESTE PRIMORDIALI DEI FAGGI DEI CARPAZI E DI ALTRE REGIONI D’EUROPA; OPERE DI DIFESA VENEZIANE TRA IL XVI ED IL XVII SECOLO: STATO DI TERRA – STATO DI MARE OCCIDENTALE (2017); IVREA, CITTA’ INDUSTRIALE DEL 20ESIMO SECOLO (2018); LE COLLINE DEL PROSECCO di Conegliano e Valdobbiadene (2019).

 

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