È cominciata alla Camera la discussione generale sulla proposta di legge sulla promozione della lettura. Un dibattito in cui è prevalsa la volontà di tutti i gruppi intervenuti di sottolineare il lavoro condiviso e costruttivo portato avanti in commissione Cultura per arrivare a un testo unico (partendo dalle cinque proposte iniziali, a cominciare da quella di Flavia Piccoli Nardelli del Pd). Un testo che se da un lato mette d’accordo tutte le forze politiche (anche il sottosegretario al Mibac Gianluca Vacca ha apprezzato lo sforzo unitario del Parlamento e ha dato la disponibilità del governo a impegnarsi nel percorso di promozione della lettura in Italia che resta un settore “troppo debole”), dall’altro registra la posizione contraria dei grandi editori aderenti all’Aie che ribadisce la propria posizione contraria a un provvedimento per l’assenza di “un significativo sostegno alla domanda” e che danneggerebbe consumatori e famiglie. Tuttavia la posizione dell’Associazione Italiana Editori non raccoglie il sostegno di Adei (gli editori indipendenti che rappresentano circa il 35-40% del mercato) né dei librai (Sil Confesercenti e Ali Confcommercio) che hanno diffuso un comunicato congiunto di sostegno alla proposta di legge.

Quanto al dibattito, dopo la relazione introduttiva della relatrice Alessandra Carbonaro (per la quale tutti hanno speso parole di elogio nel lavoro di ricucitura non facile tra i vari testi presentati) è intervenuta anche Piccoli Nardelli che ha voluto rispondere “alle perplessità e alle prese di posizione registrate in questi giorni”: “Questa è una legge per la promozione della lettura, non sul prezzo dei libri - ha chiarito -. Siamo convinti che tutta la filiera meriti la nostra attenzione, dagli autori agli editori, dai distributori ai librai e ai bibliotecari”. A seguire hanno preso la parola tutti gli esponenti dei gruppi parlamentari che, come detto, hanno sottolineato il lavoro condiviso e costruttivo portato avanti dalla Commissione. Ognuno ha richiamato l’attenzione sui temi più cari, dalle biblioteche alla scuola, dalla digitalizzazione ai patti per la lettura. Unica voce leggermente fuori dal coro, sebbene abbia espresso grande apprezzamento per l’impianto complessivo della legge, è stata quella del deputato di +Europa, Alessandro Fusacchia, che ha espresso forti riserve sulla decisione di andare a regolamentare eccessivamente il mercato del libro (riferendosi alle politiche sugli sconti). 

Intanto domani si riunisce il Comitato dei Nove per l’esame preliminare degli emendamenti presentati per l’Aula. Le proposte di modifica del testo non dovrebbero essere molte, salvo quelle presentate dallo stesso Comitato ma che riguarderanno esclusivamente aspetti di carattere formale e testuale. 

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