Sono stati presentati gli emendamenti per l’Aula alla proposta di legge sulla promozione della lettura. Alcuni di essi intervengono sul tetto imposto dalla legge agli sconti applicabili alla vendita di libri e sul fenomeno del cross merchandising. Altri chiedono di modificare alcuni passaggi sui Patti locali per la lettura, le azioni del Piano Nazionale per la promozione e sul programma di iniziative che deve adottare il Ministero dell’Istruzione. Mancano ancora gli emendamenti che usciranno dal Comitato dei Nove, ma che - a quanto apprende AgCult - dovrebbero essere solo di carattere tecnico-formale. 

SCONTI E CROSS MERCHANDISING

Sono quattro gli emendamenti presentati all’articolo 9 della proposta di legge, quello che regola gli sconti e le promozioni. Si tratta di tre proposte di Toccafondi e una di Fusacchia. La prima del deputato del gruppo misto Toccafondi chiede di elevare il tetto massimo di sconto sulla vendita di libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, dal 5% al 10%. Nella Legge Levi il tetto massimo è del 15% che la proposta attualmente in discussione alla Camera abbassa appunto al 5%. Nella seconda proposta, Toccafondi chiede di escludere anche i libri di testo scolastici dalla pratica del cross merchandising (che prevede la sostituzione dello sconto diretto con la consegna di buoni spesa utilizzabili contestualmente o successivamente all’acquisto dei libri sui quali sono riconosciuti). Nell’ultimo emendamento, Toccafondi chiede di aggiungere proprio alla parte relativa al cross merchandising sui libri scolastici la frase: “in relazione ai quali lo sconto diretto con la consegna dei buoni di spesa è al massimo del 25 per cento” prevedendo così un tetto (non previsto dalla pdl) a questa pratica.

La proposta di Fusacchia chiede invece di sopprimere completamente il comma 4, quello appunto che vieta un cross merchandising che superi i limiti imposti dalla legge sulla scontistica.

ALTRI EMENDAMENTI

All’articolo 1 della legge, il deputato Fratoianni chiede di aggiungere la frase “nonché per l’unione e la coesione fra popolazioni e generazioni” al comma 1 che prevede: “La Repubblica, in attuazione degli articoli 2, 3 e 9 della Costituzione, favorisce e sostiene la lettura quale mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini”.

All’articolo 2 (quello sul Piano Nazionale d’azione per la promozione della lettura) la deputata Emanuela Rossini propone di aggiungere all’interno delle indicazioni per le azioni del Piano dopo la parola ‘teatri’ la frase “in collaborazione con le librerie”. Il testo attuale è: “Promuovere la lettura presso i teatri, all’interno delle programmazioni artistiche e culturali e durante i festival”.

All’articolo 3 (Patti locali per la lettura), Fratoianni chiede di aggiungere un comma 2-bis: “I patti locali per la lettura riconoscono il ruolo delle biblioteche pubbliche nella promozione della lettura e del libro, garantendo, in condizioni di pari opportunità, l’accesso di ogni soggetto al pensiero e alla cultura”. L’articolo prevede che “le regioni e gli altri enti territoriali, nell’esercizio della propria autonomia, danno attuazione al Piano d’azione attraverso la stipulazione di patti locali per la lettura intesi a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, in particolare le scuole, nonché soggetti privati operanti sul territorio interessati alla promozione della lettura”. 

All’articolo 6 (Promozione della lettura) ci sono due proposte di modifica di Fratoianni che propone di aggiungere, in entrambi gli emendamenti ma con formulazioni diverse, due commi aggiuntivi. Nel primo emendamento scrive: “Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: 3-bis. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca adotta un «Programma biennale di iniziative straordinarie per la lettura», da effettuarsi presso le scuole di ogni ordine e grado. Tale programma prevede l’adozione di format innovativi quali hackathon, simulazioni, debate e laboratori teatrali che a partire dalla lettura impegnino gli studenti in azioni di restituzione alla comunità delle storie e informazioni apprese. Il Programma è adottato entro il 30 aprile 2020 prendendo ispirazione anche dalle migliori prassi già adottate da singole scuole o da reti di istituzioni scolastiche. Ogni scuola promuove tali iniziative anche attraverso la collaborazione con le biblioteche e con le altre istituzioni o associazioni culturali del territorio, comprese le piccole librerie nelle aree interne e più isolate del Paese dove queste ultime rappresentano di fatto un presidio culturale. A tal fine è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per gli anni 2020 e 2021” e “3-ter. All’articolo 1, comma 763, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, la parola: « 174,31 » è sostituita dalla seguente: « 164,31 » e la parola: « 79,81 » è sostituita dalla seguente: « 69,81 »”.

Nel secondo: “Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: 3-bis. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al fine di promuovere la diffusione della lettura nei territori sprovvisti di librerie o biblioteche, o comunque con un ridotto numero di luoghi preposti alla diffusione e promozione della lettura e della cultura, con particolare riferimento alle aree interne, adotta un piano di attività di promozione della lettura che preveda l’apertura e l’allestimento di spazi comuni nelle istituzioni scolastiche utili ad ospitare iniziative culturali, anche in orari serali, mirate a coinvolgere la cittadinanza locale, per rafforzare l’inclusione sociale e contribuire a prevenire o contrastare fenomeni di analfabetismo, di analfabetismo funzionale o di ritorno e situazioni di marginalità sociale. A tal fine è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per gli anni 2020 e 2021. 3-ter. All’articolo 1, comma 763, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, la parola: « 174,31 » è sostituita dalla seguente: « 164,31 » e la parola: « 79,81 » è sostituita dalla seguente: « 69,81 »”.

 

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