La norma sui biglietti nominali, prevista dalla Legge di Bilancio per il contrasto al Secondary Ticketing, sta creando “grandi difficoltà” al settore della musica dal vivo. Lo ha detto il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera, nel corso di un’audizione al Senato nell’ambito dell’esame sul Dl Cultura, il provvedimento che interviene su vari settori di interesse del Mibac. Spera ha spiegato che “dal primo luglio è partita la vendita dei biglietti nominativi (come previsto dalla norma della Legge di bilancio, ndr) e questi biglietti si trovano tranquillamente sulla rete secondaria di vendita. Forse qualcosa non funziona nella norma”. Il presidente di Assomusica ha ricordato poi come “questa norma è stata infilata di corsa in un provvedimento che non ha avuto un giusto percorso legislativo di approfondimento”.

Spera ha ricordato anche come nel corso di un’indagine conoscitiva la commissione Cultura della Camera aveva rilevato che l’uso dei biglietti nominali "risulta difficile per i concerti di grande richiamo”. Inoltre rischia pure di rivelarsi una “procedura onerosa e rischiosa". Invece, ha detto Spera, “si è fatto tutto il contrario”. 

La norma, insomma, “è molto complicata anche sul fronte dell'applicazione pratica. E se oggi siamo qui perché è stato introdotto un emendamento per escludere gli spettacoli viaggianti, forse vuol dire che si è lavorato con leggerezza. Da un lato non c'è uguaglianza tra cittadini, dall'altro vi invito a pensare a un concerto allo stadio: se calcoliamo 30 secondi a persona per 60mila persone, quanto tempo ci vuole in più, quanto personale per gestire i controlli agli ingressi?”. Questo, ha concluso Spera, oltre al probabilmente aumento dei costi per gli organizzatori, “crea difficoltà anche nelle abitudini degli spettatori per i tempi che richiedono le procedure”. 

 

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