È necessario che misure come i Patti locali per la lettura diventino sempre più diffuse perché l'emergenza lettura non riguarda solo alcuni territori ma tutto il Paese. La vice presidente della Regione Toscana e assessore alla Cultura, Monica Barni, commenta con favore l’avvio della discussione in aula della Camera sulla proposta di legge (a prima firma Flavia Piccoli Nardelli, Pd) sulla promozione della lettura. La Toscana ha siglato solo pochi giorni fa un Patto territoriale per la lettura per incentivare la lettura e fare in modo che diventi un'abitudine sociale quotidiana coinvolgendo tutte le biblioteche della regione, civiche ma anche di altri tipi, le Università, una forte azione con l’assessorato all’Istruzione regionale, i comuni, le associazioni, il Centro per il libro e la lettura, il Ministero dei Beni culturali. 

Nell’avvio del dibattito in aula, la deputata toscana Lucia Ciampi (Pd) ha fatto un riferimento esplicito al modello toscano, “ancora una volta all’avanguardia nel nostro paese”, auspicando come l’esempio della Regione “possa essere istituzionalizzato in tutta Italia”. La vice presidente Barni accoglie “con molto piacere” le parole della deputata Ciampi, ma tiene a sottolineare - parlando con AgCult - come l'esperienza del Patto territoriale toscano sia frutto di “un percorso condiviso e partecipato. Sappiamo di non essere gli unici e ci fa piacere, sono diverse le esperienze significative a livello nazionale ed europeo e il mio auspicio è che queste misure diventino sempre più diffuse perché l'emergenza lettura non riguarda solo alcuni territori ma tutto il paese”.

Barni aggiunge: “Come ricorda l'onorevole Ciampi nel suo intervento, i livelli di alfabetizzazione sono bassi, c’è un tasso ancora troppo alto di dispersione scolastica, si va poco all’Università. Sono dati preoccupanti. La capacità di leggere e comprendere è una delle capacità linguistiche fondamentali per l’esercizio della cittadinanza. Promuovere la lettura deve allora essere uno sforzo coordinato di tutte le istituzioni. Abbiamo bisogno di misure concrete che coinvolgano tutti i soggetti della filiera del libro, a partire dalle biblioteche pubbliche, ma anche editori, comuni, associazioni, librai indipendenti, scuole e università, ed i patti per la lettura promossi dagli enti territoriali sono efficaci strumenti di governance per condividere e monitorare gli impegni assunti. Proprio in questi giorni stiamo lanciando anche una campagna di comunicazione per la promozione della lettura in Toscana attraverso il linguaggio del fumetto, molto vicino alle nuove generazioni”. 

L’INTERVENTO ALLA CAMERA

Nel corso della discussione generale sul provvedimento all’esame della Camera, Lucia Ciampi si è soffermata in particolare sull’articolo 3 del provvedimento che dispone che a livello locale le Regioni e gli altri enti territoriali diano attuazione al Piano d'azione nazionale (previsto dalla proposta di legge) attraverso la stipula di patti locali per la lettura, intesi a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici – in particolare, le scuole – e privati, operanti sul territorio. Più nello specifico, i patti locali prevedono, sulla base degli obiettivi generali individuati dal Piano d'azione nazionale e delle specificità territoriali, interventi finalizzati ad aumentare il numero dei lettori abituali. A tal fine, sono previsti specifici finanziamenti nell'ambito dei bilanci degli enti territoriali e degli altri soggetti coinvolti.

In sostanza, ha spiegato Ciampi nel suo intervento, “vengono riproposte in sostanza su scala nazionale le pratiche attivate dalla Toscana a livello regionale”. La Regione Toscana, ha ricordato la deputata Pd, “ha recentemente istituzionalizzato con una propria delibera ‘il patto per la lettura’ promuovendo un'alleanza con tutti i soggetti della filiera del libro per incentivare la lettura e fare in modo che diventi un'abitudine sociale quotidiana”.

Il “Patto regionale per la lettura” è infatti un protocollo di intesa e di alleanza tra Regione Toscana e altri soggetti pubblici e privati, rappresentativi di associazioni, reti e sistemi della filiera del libro e della lettura che impegna le parti a definire, attuare, promuovere in modo organico, trasversale e strutturato, azioni e progetti di promozione del libro nel rispetto del diritto di tutti alla lettura come strumento indispensabile per esercitare una cittadinanza piena e responsabile e come mezzo di conoscenza, di accesso all'informazione e come elemento di coesione e inclusione sociale, contro la povertà educativa e per lo sviluppo di una nuova idea di cittadinanza.

“Viene quindi sancito - ha proseguito Ciampi - un nuovo formidabile diritto: il diritto di tutti di poter leggere, perché leggere è un’attività etica, libera e necessaria e uno strumento indispensabile per esercitare una cittadinanza responsabile. I libri e la lettura devono quindi essere accessibili a tutti: la biblioteca pubblica ed i suoi spazi hanno un valore sociale irrinunciabile e la sua fruibilità deve essere efficace ed implementata anche attraverso nuovi supporti tecnologici. Con questa legge il modello Toscana, ancora una volta all’avanguardia nel nostro paese, potrà essere istituzionalizzato in tutta Italia. Mi auguro che questa proposta di legge, proprio per i contenuti innovativi che presenta e per gli obiettivi che si prefigge, possa essere approvata dall’aula all’unanimità”.

“La lettura non ha infatti per definizione connotazioni politiche, se le avesse non sarebbe lettura ma regime. La lettura deve servire a formare l’individuo, ad orientare le sue scelte a mettere in dubbio convinzioni infondate. La lettura ci mette in discussione ed in periodi come questi, dove molti preferiscono nascondersi dietro la propria verità per non assumersi evidenti responsabilità o obblighi, dove i problemi hanno sempre una causa esterna, dove l’Università della vita appare l’illusorio riscatto al fallimento, è proprio la lettura il miglior alleato per capire meglio il mondo e per cercare di viverci nel miglior modo possibile” ha concluso Ciampi.

 

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