Parere contrario “all’ulteriore corso del provvedimento nell’attuale formulazione” da parte della Ragioneria generale dello Stato che si è espressa sulla Proposta di legge per la promozione della lettura in discussione alla Camera. La Commissione Bilancio di Montecitorio aveva infatti richiesto una relazione tecnica alla Ragioneria che è stata depositata dal rappresentante del governo il 10 luglio in Parlamento. Il provvedimento che l’aula della Camera avrebbe dovuto esaminare questa settimana è intanto slittato alla prossima. La V Commissione è ancora in attesa della relazione tecnica del Mibac che dovrà fornire chiarimenti rispetto alle coperture economiche della legge e alla sua attuabilità rispetto ai carichi di lavoro per gli uffici coinvolti. La Commissione Bilancio della Camera “sta aspettando alcuni chiarimenti su alcuni aspetti tecnici che arriveranno entro qualche giorno”, ha assicurato il ministro dei Beni culturali ad AgCult a margine di un evento organizzato a Roma da Italia Nostra. La relazione tecnica che il Mibac sta preparando dovrebbe sciogliere i rilievi sollevati dagli uffici contabili del Mef.

LA RELAZIONE DELLA RAGIONERIA

Nel documento trasmesso al Parlamento, la Ragioneria dello Stato evidenzia alcuni punti su cui esprime il proprio parere contrario. Alcuni aspetti sono in realtà superati dagli emendamenti presentati dal Comitato dei Nove della Commissione Cultura come ad esempio quello relativo allo stanziamento a favore del Cepell destinato all’attuazione del Piano d’azione per la promozione della lettura. 

Parere contrario anche sull’aumento del tax credit per le librerie. La disposizione, si legge nella relazione, “prevede l’innalzamento dell'attuale tetto di spesa fissato in 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019 senza indicarne l'importo (per il quale fa generico rinvio all'articolo 12, comma 4 del provvedimento in esame) e specificandone la decorrenza dal 2020, in tal modo generando dubbi circa la spettanza dell'agevolazione”.

Infine, la Ragioneria dello Stato boccia tutti i commi dell’articolo 12 (quello relativo alle coperture economiche della legge) e suggerisce, come riportato, di non dare corso alla legge nell’attuale fomulazione. 

 

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