La mostra “Costellazioni archeologiche” si inserisce nell’ambito della manifestazione “Borgo universo 2019”, festival che coniuga street art, musica e astronomia per valorizzare gli splendidi panorami e la cultura del piccolo borgo medievale. Nasce da una collaborazione, già avviata in occasione della esposizione dei letti funerari in osso nel 2016, tra Comune di Aielli, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo e Associazione Culturale Libert’Aria. Attraverso alcuni reperti archeologici che arrivano dal passato e generano nuove forme di vita, come accade nel ciclo delle stelle la mostra offre,grazie a piccoli segnali, una breve storia di Aielli, borgo marsicano dell’Abruzzo, e del suo territorio.

Sono quattro le epoche rappresentate nella mostra attraverso reperti archeologici provenienti dal territorio dell’antico abitato di Aielli, che costruiscono una sequenza espositiva e cronologica, proponendo al visitatore una sintesi di millenni che conducono fino ad oggi. La “costellazione di Pegaso” è rappresentata da un disco in bronzo risalente al VII secolo avanti Cristo raffigurante una chimera, immagine zoomorfa assunta come simbolo delle popolazioni abitanti nella Marsica prima della conquista da parte di Roma. L’iscrizione di una sentenza del II secolo avanti Cristo rinvenuta ad Aielli rappresenta la “La Costellazione del Bifolco e la Costellazione dell’Altare” e cita la sentenza di due fratelli magistrati in merito a una controversia sulla manutenzione di muri a secco, con riferimento al carattere sacro e a quello contadino.

Alla grande “Costellazione del Leone”, protagonista di una delle fatiche di Ercole, si richiama il letto funerario, recuperato casualmente ad Aielli nel 1936 i cui elementi sono ricavati da ossi lunghi di animali, sapientemente lavorati da abili artigiani tra I sec. a.C. e I sec. d.C. La “Costellazione della pavoncella” è raffigurata dalla piccola e raffinata fibula, rinvenuta sul Monte Secine e rappresentante una colomba o pavoncella, è uno dei tre esemplari rinvenuti in Abruzzo e databili tra VI e VII sec. d.C.

La mostra sarà visitabile fino al 25 agosto con i seguenti orari: 10-13; 16-22

 

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