“Un passo avanti importante nella promozione della lettura che attendevamo da tanti anni”. La vicepresidente della Regione Toscana e Assessore alla Cultura, Monica Barni, commenta con grande soddisfazione (e gioia) l’approvazione da parte della Camera (dovrà ora andare al Senato) della proposta di legge a prima firma Flavia Piccoli Nardelli (Pd) sulla promozione della lettura nel nostro Paese. La Toscana è da tempo in prima linea nel sostegno e nella promozione della lettura nel suo territorio. Anche se i dati sul ‘consumo’ culturale della regione sono migliori rispetto ad altre parti, l’amministrazione non ha intenzione di abbassare la guardia. Solo poche settimane fa, la Regione ha infatti siglato il proprio patto locale per la lettura con molte istituzioni culturali che operano nel territorio regionale a cominciare dai comuni, dalle biblioteche e dalle librerie dei piccoli centri. 

E nella proposta di legge approvata alla Camera c’è un articolo (il 3) dedicato proprio ai patti territoriali per promuovere la lettura, un’alleanza virtuosa tra soggetti pubblici e privati in una partita che dovrebbe vedere giocare tutti dalla stessa parte. Anche nel corso della discussione generale nell’aula di Montecitorio più volte è stato fatto riferimento all’esperienza toscana come a un modello virtuoso cui ispirarsi. “Saremmo molto felici di inserirci in questo percorso con il nostro Patto per la lettura - spiega Barni ad AgCult -. Un percorso in cui è molto importante che ci sia un coordinamento a livello regionale su queste tematiche. Se vogliamo superare le disuguaglianze tra centro e periferie, dobbiamo avere una visione a 360 gradi dei problemi. Non possiamo concentrarci solo sulle grandi città ma dobbiamo lavorare su tutte le aree periferiche e interne che hanno più bisogno. In queste aree, anche in Toscana, la biblioteca rimane spesso l’unico presidio culturale sul territorio che va valorizzata. Se aiutate in questo percorso, valorizzando le loro attività, possono diventare centri fondamentali di aggregazione sociale”.

Certamente, sottolinea la vicepresidente, la Toscana “non è l’unica regione a fare molto per la lettura e la cultura”. Tra gli altri, cita come altro esempio virtuoso il Piemonte “che tanto ha fatto in questi anni per la lettura e per le istituzioni culturali in generale”. Infine, Barni ricorda come elemento di rilievo anche il consenso che la proposta di legge Piccoli Nardelli ha raccolto in Parlamento con nessun voto contrario e la sola astensione di Forza Italia e +Europa: “Anche il fatto che ci sia stato un consenso da tutte le parti politiche è un elemento significativo. Con questa legge, si vanno a valorizzare in particolare la bibliodiversità e i piccoli editori, proprio quei temi che la Toscana ha messo al centro delle proprie politiche culturali”. 

 

Articoli correlati