Un esempio di cultura e impegno al contempo civile e politico. All'Elba Book Festival, dove si parla anche della stretta correlazione tra lettura, fruizione culturale, partecipazione alla vita pubblica ed esercizio della cittadinanza, la vice presidente ed assessore alla cultura Monica Barni ricorda la scomparsa, oggi, di Andrea Camilleri, l'autore dei romanzi sul commissario Montalbano e non solo, scrittore e maestro nato per raccontare storie. Era siciliano, ma da diversi anni trascorreva le vacanze in Toscana, a Santa Fiora sull'Amiata, e dal 2014 ne era diventato cittadino onorario. Il Comune, che oggi ha dichiarato il lutto cittadino, gli ha intitolato anche il teatro.

Camilleri è morto a 93 anni: una vita spesa come regista teatrale e sceneggiatore, fino a diventare alla soglia di 70 anni autore di best seller venduti e tradotti in tutto il mondo.

"Ci mancheranno la sua schiettezza, la sua semplicità, il suo coraggio, il suo impegno civile e politico e le sue storie" commenta Barni. Quelle storie e indagini del commissario di Vigata che dopo il terzo libro Camilleri iniziò a sporcare con la realtà: il G8 di Genova, l'immigrazione, la corruzione sugli appalti pubblici. Camilleri si interrogava sull'Italia – a volte in prima persona, altre mediante il suo alter ego - e rispondeva senza sottrarsi ai temi politici più scottanti. "E non poteva essere diversamente – dice Barni – lettura e cultura sono strumenti che ci aiutano ad essere cittadini attivi. E questo il loro compito". "Ci mancherà – conclude la vice presidente della Toscana – anche la sua lingua. Camilleri confessava di usare parole dialettali non trovando a volte l'equivalente nella lingua italiana. Non è solo, diceva, una questione di cuore, ma anche di testa. La lingua e il suo uso sono infatti forme di vita ed anche di questo Camilleri era maestro".

 

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