I settori nei quali le Fondazioni di origine bancaria, nel 2018, concentrano maggiormente le proprie erogazioni sono i sette da sempre prioritari, che ottengono nell’insieme l’85% dei contributi totali (96,7%% considerando anche il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile). La graduatoria dei settori per importi erogati vede confermarsi al primo posto il settore Arte, Attività e Beni culturali (25% delle erogazioni) seguito da Ricerca e Sviluppo (13,7%) e da Volontariato, Filantropia e Beneficienza (12,7%). E' quanto emerge dal rapporto annuale sulle Fondazioni di origine bancaria realizzato dall'Acri. 

L’intervento delle Fondazioni, si legge nel report, "è ormai da tempo strettamente focalizzato su alcuni settori di grande rilievo per il benessere della comunità, quali ad esempio i servizi alle categorie sociali svantaggiate, la ricerca scientifica, la cultura, l'istruzione, l'arte, la sanità, la conservazione e valorizzazione dei beni ambientali e paesaggistici". Attraverso la propria azione in questi campi, e in tutti gli altri previsti dagli statuti, le Fondazioni "si prefiggono di dare concreta attuazione al principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale (art. 118 della Costituzione), che chiama la cittadinanza e i corpi intermedi della società ad attivarsi, in modo complementare rispetto alle pubbliche amministrazioni, nella ricerca e implementazione di soluzioni per il soddisfacimento dei bisogni collettivi".

"Le crescenti difficoltà del soggetto pubblico a soddisfare i bisogni della cittadinanza in settori cruciali dell’economia e della società hanno in qualche modo rafforzato la convinzione delle Fondazioni sull’importanza di sostenere e implementare questo paradigma".

ARTE, ATTIVITA' E BENI CULTURALI

La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del saper fare e del saper creare in Italia. Una considerazione oggi largamente diffusa e condivisa da molti. A conferma di ciò, alcuni dati. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese profit e non profit, genera più di 92 miliardi di euro e mette in moto altri settori dell’economia, attivando nell’insieme ben 255,5 miliardi di euro. A fornire queste cifre è il Rapporto 2018 elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere: “Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Nel complesso, quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2017 ha prodotto un valore aggiunto del 2,0% superiore. Gli occupati sono invece 1.520.000 con una crescita dell’1,6%, superiore a quella del complesso dell’economia (+1,1%)”.

Dall’analisi emerge che il Sistema Produttivo Culturale e Creativo ha un effetto moltiplicatore sul resto dell'economia: per ogni euro prodotto dal sistema culturale, se ne attivano 1,8 in altri settori. I 92 miliardi di euro, già citati prima, ne ‘stimolano’ altri 163, per arrivare a 255,5 miliardi generati complessivamente dall’intera filiera culturale; più di un terzo della spesa turistica nazionale, esattamente il 38,1%, è attivata proprio dalla cultura e dalla creatività.

L'IMPEGNO UE: EUROPA CREATIVA E CONVENZIONE DI FARO

D’altro canto la valorizzazione del nostro patrimonio culturale è un tema di rilevante significato e impegno anche per il Parlamento europeo, che proprio ad aprile 2019 ha dato il via libera al nuovo programma Europa creativa (2021-2027), approvando un aumento del budget che passa da 1,4 miliardi a 2,8 miliardi di euro. Nel programma - di cui relatrice è stata l'esponente dem Silvia Costa - saranno presenti gli stessi obiettivi fondanti dell’edizione precedente, quali la salvaguardia e la promozione del patrimonio culturale europeo, il sostegno per il miglioramento gestionale e operativo delle imprese culturali e creative con l’aggiunta, elemento innovativo, della valorizzazione del ruolo degli artisti e dei professionisti del settore cultura.

Con il programma Europa creativa, dal 2014 fino a oggi, sono stati finanziati più di 2.500 progetti per una dotazione totale di circa 492 milioni di euro. L’Italia è al quarto posto dopo la Francia, la Germania e il Regno Unito, con 180 progetti e 41,2 milioni di euro ottenuti. Rimanendo in ambito europeo, vale la pena sottolineare che a giugno 2018 la Commissione Europea e il Consiglio d’Europa, in occasione dei lavori dedicati all’anno europeo del Patrimonio Culturale, hanno sottoscritto un accordo dal valore di 300.000 di euro per la promozione congiunta della Convenzione di Faro. Esso si inserisce nell’ambito di una delle 10 iniziative strutturali dedicata proprio alla promozione della Convenzione “Heritage for All Fostering social Innovation and people’s and communities participation”.

La Convenzione sul Valore del Patrimonio Culturale per la Società, conosciuta come Convenzione di Faro per la città portoghese dove è stato siglato l'accordo nel 2005, è l'ultima tra le convenzioni culturali internazionali ad essere entrata in vigore (2011). Essa muove dal concetto che prendere parte alla vita culturale della comunità e godere delle arti rientra fra i diritti fondamentali dell'individuo. Introducendo infatti i concetti di “eredità culturale” e “comunità di eredità”, la Convenzione riafferma il legame tra patrimonio culturale, diritti umani e democrazia e sottolinea il suo valore come base per il dialogo fra i diversi popoli.

LO STATO DELL'ARTE DELLA CULTURA IN ITALIA

A illustrare lo stato dell’arte della cultura e dei beni culturali in Italia è l’annuario Istat: nella sezione dedicata alla cultura e al tempo libero si legge che nel 2017 gli istituti museali statali hanno registrato oltre 50 milioni di presenze, con un incremento di quasi il 10% rispetto al 2016. Nel contempo vi è stato un decremento nella partecipazione culturale (che torna ai livelli del 2015, pari al 64,6%) soprattutto per il calo di spettatori del cinema (dal 52,2 al 49,6%) e di coloro che vanno ai concerti di musica diversi da quella classica (dal 20,8% al 18,6%). Confortante in tal senso il dato della crescita della partecipazione ai concerti di musica classica con i quali si è intrattenuto il 9,1% della popolazione dai 6 anni in su (control’8,3% del 2016); di questi, i giovani fino ai 24 anni risultano essere i fruitori più assidui di intrattenimenti e spettacoli nel tempo libero e sono in crescita anche come consumatori di musica classica, il 13,5% rispetto al 10,1% del 2016. In generale, si conferma che i residenti del Centro-Nord del Paese sono i più attivi in termini di partecipazione culturale e si distinguono per i più bassi tassi di astensione complessiva.

A rafforzare le segnalazioni della forte disparità nelle divere aree geografiche del Paese sono anche i dati raccolti dal rapporto annuale di Federculture: la spesa culturale delle famiglie italiane nel 2017 per il teatro, cinema, musei e concerti è di 31 miliardi di euro, in aumento del 3,1% rispetto al 2016; ma nelle regioni del Nord Italia la spesa è mediamente superiore ai 150 euro al mese, mentre nel Meridione scende intorno ai 90 euro: nel Trentino Alto Adige si spendono 191 euro al mese e in Sicilia se ne spendono solo 66 euro. Secondo l’indagine Eurostat del 2016 la spesa in cultura delle famiglie italiane è al di sotto della media dei paesi dell’Eurozona: 6,6% per l’Italia sul totale dei consumi generali, control’8,5% europeo.

18 APP

È stato confermato 18app, il “bonus cultura” nato con la legge di stabilità del 2016 che mette a disposizione dei 18enni 500 euro da spendere in prodotti culturali comprendenti biglietti per concerti e cinema, libri, dischi e corsi di lingua, di teatro e musica. In quasi 13 mesi, dal 3 novembre 2016 al 30 novembre 2017, circa 600 mila ragazzi nati nel 1998 e nel 1999 hanno speso oltre 163 milioni di euro per acquistare libri, musica e biglietti per l’ingresso a concerti, cinema, teatri, eventi culturali e musei. Gli acquisti sono avvenuti nel 54% dei casi sulle piattaforme online e per il 46% direttamente nei circa 4.000 esercizi commerciali accreditati.

Interessante il riparto della spesa nelle diverse categorie di consumo. La lettura si dimostra di gran lunga il prodotto culturale più apprezzato dai neo maggiorenni: oltre l’80% del valore della spesa complessiva nei due anni del bonus cultura ha riguardato i libri (98% libri cartacei; 2% e-book). Seguono concerti e musica, che insieme raccolgono oltre il 10% della spesa, e cinema con oltre il 7% del valore degli acquisti. Come gli anni precedenti, per accedere allo strumento, i ragazzi dovranno registrarsi alla piattaforma 18pp.it dopo essere entrati in possesso dello Spid, il Sistema Pubblico di Identità digitale.

GLI INTERVENTI DELLE FONDAZIONI

Questi sono solo alcuni elementi generali del panorama culturale in cui operano le Fondazioni. Esse hanno sviluppato nel campo dell’arte e della cultura tipologie di intervento sempre più innovative, attraverso la realizzazione di strategie e politiche culturali che hanno inteso la valorizzazione dei beni culturali principalmente come strumento per rispondere alle reali esigenze del territorio, puntando soprattutto alla crescita culturale e sociale della comunità di riferimento. Forti delle loro tradizioni operative, le Fondazioni promuovono modalità progettuali ampie che vedono il coinvolgimento di diversi attori, proponendosi come momento di coesione con le forze pubbliche e private che lavorano nel territorio. D’altro canto, per quanto sopra già evidenziato, una strategia progettuale focalizzata sulla cultura finisce col costituire uno strumento rilevante per lo sviluppo anche economico del territorio attivando importanti programmi di cooperazione con le realtà produttive, con un impatto non indifferente sull'occupazione. 

Le Fondazioni operano nel settore con interventi nei più diversi campi: oltre che sostenere progettualità a favore della conservazione e valorizzazione dei beni architettonici, artistici e archeologici, esse intervengono anche a sostegno di attività quali la musica, la poesia, il teatro, la letteratura, i musei e l’editoria, solo per citare quelli più evidenti. In generale, le scelte operative ricadono prevalentemente su progettualità aventi quali obiettivi primari la promozione della partecipazione attiva dei cittadini alla vita culturale, la creatività giovanile e la promozione di ambiti fertili per l’innovazione. Le Fondazioni sono particolarmente attente, infatti, a sostenere istituzioni, associazioni culturali ed enti non profit che mostrano interesse e cura per l’adozione di modelli organizzativi più sostenibili e qualitativi, che puntano allo sviluppo e all’innovazione, al fine di promuovere e diffondere una buona gestione della cultura. Alla base della strategia settoriale delle Fondazioni vi è la costruzione di sistemi di reti, attraverso aggregazioni e collaborazioni tra le diverse imprese culturali locali e le istituzioni, alleanze con le realtà economiche e sociali del territorio, puntando all’efficienza gestionale e all’autonoma sostenibilità economica, al fine di far convergere interessi e risorse su progetti articolati e di ampio respiro.

D’altra parte, la propensione delle Fondazioni verso forme di collaborazione e cooperazione allargate, anche a livello di sistema, è altresì emblematicamente rappresentata dai progetti promossi dalla Commissione per le Attività e Beni culturali di Acri quali “R’Accolte. L’arte delle Fondazioni”, “Funder35” e “Per Aspera ad Astra”.

Numerose iniziative sostenute dalle Fondazioni sono indirizzate al rafforzamento dell’imprenditorialità, soprattutto giovanile, in ambito culturale attraverso il supporto all’avvio di attività creative, artistiche e musicali, privilegiando progetti che migliorino la produzione, l’accessibilità e la fruibilità della cultura a tutta la comunità di riferimento. Permane altresì il sostegno a interventi di recupero del patrimonio storico e architettonico, in cui sono selezionate progettualità che prevedano non solo interventi strutturali sugli edifici, ma anche piani di progetto di media e lunga durata, con prospettive di sostenibilità economica nel tempo di attività e servizi finalizzati all’integrazione con la comunità di riferimento e alla rifunzionalizzazione del bene recuperato. L’attenzione dedicata al comparto delle attività museali evidenzia, infine, la scelta delle Fondazioni di sostenere progettualità atte a favorire la partecipazione attiva dei cittadini, di diversi livelli di istruzione e fasce di età, a molteplici circuiti culturali, facilitando l’accesso ai luoghi della cultura e promuovendo la fruizione di eventi culturali diversi presso le istituzioni museali della città.

NEL 2018 OLTRE 7MILA INTERVENTI

Nell’anno 2018 l’attività istituzionale nel settore ha riguardato 7.378 interventi, per un totale importo deliberato pari a 255,9 milioni di euro, con un valore medio per intervento di circa 34.700 euro. Il settore si conferma al primo posto della graduatoria per importi erogati, con il 25% degli importi e il 36,6% del numero di interventi. Le Iniziative a sostegno di creazioni e interpretazioni artistiche e letterarie, anche nel 2018 al primo posto per numero e importo totale degli interventi, puntano a promuovere il rafforzamento e la valorizzazione di un’offerta culturale basata su attività creative, migliorandone la produzione e la fruibilità e stimolando l’adozione, con il coinvolgimento delle istituzioni locali, di modelli organizzativi sostenibili nel tempo. Le progettualità del 2018 in questo campo hanno interessato le più diverse forme di espressione artistica: musica, balletto, letteratura, teatro, fotografia, cinema, ecc. Gli interventi assumono spesso la forma del sovvenzionamento di istituzioni storicamente radicate sul territorio (enti lirici, teatri stabili, ecc.), ma non mancano anche interventi di diretto sostegno alla produzione di rappresentazioni e concorsi (molto diffuse le iniziative di sostegno a programmazioni teatrali e festival).

Di rilievo appena minore risulta il comparto Conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e archeologici, che comprende le iniziative volte al recupero e alla riqualificazione del patrimonio monumentale e archeologico dei territori di riferimento delle Fondazioni. In diversi casi, gli interventi finanziati si inquadrano in progetti territoriali di sviluppo, in cui il recupero del patrimonio artistico è alla base di politiche di promozione turistica a forte caratterizzazione culturale. Gli interventi sono indirizzati prevalentemente nei centri storici, dove si realizzano opere di progettazione e restauro di complessi architettonici, riqualificazione urbana, recupero di immobili ed edifici storici; si punta così a potenziare gli attrattori storico-architettonici urbani e accrescerne la fruibilità da parte del pubblico. Non mancano tuttavia interventi in un raggio territoriale più esteso, finalizzati al recupero di testimonianze artistiche e culturali sparse sul territorio, in condizioni di degrado o scarsa valorizzazione.

La vivacità del comparto Attività dei musei, al terzo posto in graduatoria, conferma l’interesse delle Fondazioni verso progettualità volte a favorire la partecipazione attiva dei cittadini (di età e livello di istruzione diversi) ai circuiti culturali del territorio, facilitando l’accesso ai luoghi della cultura e promuovendo la fruizione di eventi culturali vari presso le istituzioni museali della città. 

 

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