Linee programmatiche e obiettivi per la digitalizzazione del patrimonio culturale. Questo il contenuto dell’Atto di indirizzo firmato dal ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli lo scorso 18 luglio.

Le linee e gli obiettivi in esso contenute, dovranno essere tradotte in “azioni concrete rivolte ai soggetti attuatori” dal Segretario generale Mibac, Giovanni Panebianco, coerentemente con quanto previsto dal Regolamento di organizzazione del Ministero (DPCM 171/2014) e dal Regolamento della stessa natura approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 giugno scorso e di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Proprio in tale ultimo atto, al Segretario generale sono attribuite competenze di promozione e coordinamento in tema di digitalizzazione e si istituisce una struttura ad hoc all’interno del Mibac per la programmazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi.

LA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

Il testo dell’atto di indirizzo richiama la Legge di bilancio 2019 nella quale si era autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per il 2019 al fine del proseguimento dell’attività di digitalizzazione del patrimonio culturale da parte del Mibac. Per lo svolgimento di tale attività, fondamentale, sottolinea l’atto, sarà adottare specifiche misure. Tra esse, si cita la sperimentazione di un nuovo modello che sia una risposta alla necessità di tutela del patrimonio e al tempo stesso “volano per la valorizzazione e la diffusione dello stesso”. Si dispone quindi l’istituzione, presso il Segretariato generale, di un comitato tecnico-scientifico con funzioni di indirizzo, controllo e monitoraggio delle attività di digitalizzazione del patrimonio culturale.

Al tempo stesso, il ministro Bonisoli ritiene opportuno “valutare” un percorso espositivo per la diffusione della conoscenza degli attrattori culturali di maggiore rilievo del Mibac. Tale percorso sarà proposto nelle principali città europee ed extraeuropee, coinvolgendo gli Istituti italiani di cultural all’estero. La diffusione sfrutterà le “più recenti tecnologie di digitalizzazione del patrimonio culturale”, quali le ricostruzioni 3D.

Sarà possibile, per lo svolgimento di queste attività, procedere alla nomina di un curatore. Il curatore si occuperà di sviluppare “il concept espositivo” e della stesura del progetto.

Il Mibac coinvolgerà, per la realizzazione delle misure disposte, Ales Spa.
 

 

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